Per rendere più competitiva la produzione di etanolo nel mercato dei biocarburanti i ricercatori del MIT, Massachusetts Institute of Technology, hanno messo a punto un nuovo metodo di trasformazione basato su uno speciale lievito.

I lieviti sono fondamentali nel processo produttivo dei biocombustibili. Vengono infatti usati per trasformare il mais e altre materie prime vegetali in etanolo. Tuttavia, se le concentrazioni di etanolo sono elevate il lievito può perdere in efficacia, riducendo la resa delle biomasse. Per evitarlo, gli ingegneri chimici dell’ateneo statunitense hanno creato un nuovo tipo di lievito che resiste alla tossicità dell’etanolo in alte concentrazioni.

La tolleranza del lievito all’etanolo è stata aumentata semplicemente modificandone il metodo di coltivazione. L’etanolo e gli altri alcoli possono danneggiare le membrane cellulari del lievito, uccidendo le cellule. Il team del MIT ha scoperto che l’aggiunta di potassio e ioni idrossido durante la coltura dei lieviti può aiutare le cellule a riparare i danni della membrana. Facendo queste modifiche, i ricercatori sono stati in grado di aumentare la produzione di etanolo di ben l’80%.

L’équipe coordinata dal professor Gregory Stephanopoulos ha inoltre dimostrato che questo approccio funziona con i comuni ceppi di lievito e con altri tipi di alcoli tra cui il propanolo e il butanolo. Questi ultimi solitamente sono ancora più tossici per il lievito.

Il metodo messo a punto dagli ingegneri del MIT potrebbe dunque rivoluzionare l’industria dei biocarburanti, permettendo di produrre etanolo in grandi quantità e a basso costo. Questo è solo il primo passo per scoperte ancora più promettenti, come ha spiegato lo stesso Stephanopoulos:

Quanto più ci rendiamo conto del perché una molecola è tossica e scopriamo metodi che rendono i lieviti più tolleranti, più otterremo idee su come risolvere problemi di tossicità ancora più gravi.

Una frase che sembra proprio voler indicare come anche i processi produttivi che ora hanno basse rese, grazie a questa tecnica, potranno presto essere pronti alla produzione su larga scala.

3 ottobre 2014
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