“La ricerca scientifica è per l’Eni una componente essenziale della sua competitività e quindi il suo presente e futuro in un settore, quello dell’energia, attraversato periodicamente da rivoluzioni tecnologiche che ne alterano in modo fondamentale gli orizzonti”. Queste le parole di Emma Marcegaglia, neo presidente dell’Eni, alla cerimonia di premiazione degli Eni Award 2014 tenutasi questa mattina al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Gli Eni Award, istituiti nel 2007, sono diventati nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente e ben due sono stati i premi a carattere “ambientale”di questa edizione. Ad aggiudicarseli l’americano Jay D. Keasling, della University of California, Berkeley e Clément Sanchez, del Collége de France di Parigi.

Il premio vinto “Energie Rinnovabili” è stato vinto da Jay D. Keasling per delle importanti ricerche che hanno permesso la produzione di idrocarburi, simili a quelli derivanti dal petrolio, utilizzando microorganismi, prevalentemente Escherichia coli e Saccharomyces cerevisiae. Keasling è riuscito ad ottenere biocarburanti sintetizzati da zuccheri di derivazione vegetale senza immissione di CO2 nell’atmosfera.

Il ricercatore francese Clément Sanchez si è aggiudicato invece il premio “Protezione dell’ambiente” per il suo impegno nello sviluppo di materiali inorganici e ibridi organici-inorganici multifunzionali, che hanno trovato applicazioni nel campo dell’energia, del risparmio energetico, dell’ambiente e in campo medico.

Tra gli altri premiati hanno trovato spazio anche ricercatori impegnati nel core business di Eni, cioè gli idrocarburi: a Tapan Mukerji, Gary Mavko, Jack Dvorkin della Stanford University e Dario Grana della University of Wyoming è stato assegnato il premio “Nuove frontiere degli idrocarburi” per la sezione Upstream, mentre per la sezione Downstream è stato premiato Amir H. Hoveyda, del Boston College (Massachusetts-USA. Premi anche per due ricercatori italiani under 30: Martina Siena e Nicola Bortolamei.

Ma chi pensa che un premio del genere sia una mera operazione di mecenatismo sbaglia, lo ha ribadito Emma Marcegaglia, sottolineando l’importanza che gli Eni Award hanno nel contribuire alla scoperta di innovazioni che possano contribuire a rendere più economiche ed efficienti le energie del futuro:

Investire nella ricerca sulle energie del futuro, sempre più pulite oltre che convenienti dal punto di vista economico, è essenziale per diminuirne gli effetti sull’ambiente e assicurarne l’adozione su vasta scala. L’Eni Award non è un gesto di mecenatismo ed è infatti parte integrante del piano tecnologico dell’azienda. Nato nel 1987 in una società del Gruppo Eni, nel 2007 è stato rifondato ed ampliato assumendo il nome attuale: nel corso degli anni è costantemente cresciuto di prestigio per il valore dei ricercatori e scienziati che ha premiato, alcuni dei quali hanno successivamente vinto anche il Premio Nobel; dal 2007 ben 24 premi Nobel hanno collaborato all’Eni Award.

Claudio Descalzi

Sulla stessa linea della presidente Marcegaglia anche il discorso del nuovo amministratore delegato del cane a sei zampe Claudio Descalzi che ha sottolineato come ricerca a sviluppo nelle energie pulite siano fondamentali per Eni:

Eni è un’azienda che si basa sulle competenze e sulla capacità di garantire produzioni crescenti di energia efficiente e pulita. La ricerca è quindi pilastro portante della nostra strategia e la promuoviamo al nostro interno, attraverso collaborazioni con università e centri di ricerca di prestigio, e non ultimo con l’Eni Award.

Le ricerche che promuoviamo e, conseguentemente, le categorie dell’Eni Award, seguono due direttrici fondamentali:

  • il presente, quindi il raggiungimento della massima efficienza nella ricerca delle materie prime fossili e nel loro sviluppo
  • il futuro, le fonti di energia rinnovabile, per andare verso una forma di consumo di energia sempre più pulita, ma anche la promozione dei giovani che fanno ricerca nelle università italiane.

Un filone trasversale, prioritario nel presente come nel futuro, è quello della protezione dell’ambiente, che insieme al focus sulle rinnovabili è testimonianza dell’importanza che Eni dà allo sviluppo di un’energia sostenibile.

17 giugno 2014
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