Riutilizzare gli scarti agricoli trasformandoli in bioetanolo per produrre energia in maniera più efficiente grazie a dei lieviti “speciali”. È il progetto di ricerca della University of East Anglia, Regno Unito.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Biotechnology for Biofuels”, ha preso in esame oltre 70 diversi tipi di lievito, individuandone 5 che potrebbero rendere il procedimento di trasformazione dei sottoprodotti agricoli in energia meno complesso e dispendioso.

Gli attuali procedimenti per generare bioetanolo da scarti come la paglia sono  poco efficienti: sono necessarie temperature molto elevate e specifiche condizioni di acidità durante il processo di trasformazione del glucosio. Il trattamento che gli scarti subiscono produce composti tossici come il furfolo e l’idrossimetilfurfurale, rendendo difficile la fermentazione.

Per evitare questi problemi solitamente si utilizzano lieviti geneticamente modificati. La ricerca dell’UEA ha individuato cinque ceppi di lieviti naturali che possono essere usati con successo nel processo di fermentazione. Tom Clarke, ricercatore della UEA’s School of Biological Sciences e autore dello studio, ha spiegato:

Trasformare i rifiuti agricoli in energia è difficile: molti ceppi di lievito necessari per la fermentazione sono inibiti dai composti presenti nella paglia. I loro effetti tossici portano a una ridotta produzione di etanolo.

Dopo diverse analisi i ricercatori hanno trovato cinque ceppi di lievito particolarmente resistenti alla furfurale, un composto organico derivato da una varietà di prodotti agricoli tra cui mais, avena, grano, crusca, e segatura: questi lieviti potrebbero permettere di massimizzare la produzione di bioetanolo.

Tra i cinque uno in particolare aveva la massima resistenza al composto tossico, per la precisione il ceppo che si usa in Giappone nella produzione del sakè. Clarcke ha concluso:

Il bioetanolo è un biocarburante molto interessante per l’industria automobilistica, si mescola bene alla benzina e può essere utilizzato in diverse miscele senza particolari modifiche ai veicoli. I ceppi individuati rappresentano buoni candidati per ulteriori ricerche sull’utilizzo degli scarti agricoli nella produzione di bioetanolo.

27 marzo 2015
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