Abbattere i costi della produzione di biocarburante, rimuovendo la lignina con un metodo semplice e poco costoso: è quello che hanno realizzato i ricercatori della North Carolina State University. La lignina, che ha il compito di proteggere le pareti delle cellule vegetali, impedisce di raggiungere la cellulosa, che rappresenta la parte della pianta più ricca di energia.

Rimuovendo in modo economico la lignina, i costi generali della produzione di biofuel da vegetali si riducono notevolmente. Lo studio “Lignin Extraction from Biomass with Protic Ionic Liquids” è stato pubblicato sulla rivista specialistica Green Chemistry. Secondo Ezinne Achinivu, ricercatore della North Carolina State University:

Trovare modi economici per rimuovere lignina è uno dei più grandi ostacoli alla produzione di biocarburanti che abbiano un elevato rapporto costi-efficienza. E il nostro approccio è molto promettente.

La chiave del metodo sta nei PILs, i liquidi ionici protici: un sottoclasse dei liquidi ionici, prodotti mescolando un acido come l’acido acetico, conosciuto ai più come aceto, e una base come le ammine, composti organici contenenti azoto derivati dall’ammoniaca. La soluzione ottenuta viene mescolata alla biomassa, riscaldata ed agitata: in questo modo la lignina si dissolve nel PIL. Il processo permette di ottenere della cellulosa solida: in questo stato fisico, la cellulosa è molto più facile da trattare e viene più facilmente filtrata.

Lo scarto, cioè la miscela lignina-PIL, può essere distillata o vaporizzata: ciò che rimane alla fine del procedimento è lignina sotto forma di polvere nera, mentre il PIL può essere recuperato trasformando i vapori nuovamente in liquidi. La lignina può essere impiegata nella fabbricazione di polimeri o altri prodotti chimici, che potrebbero integrare i costi di gestione dell’impianto di produzione di biocarburanti, abbattendoli ulteriormente:

Una volta che saremmo in grado di comprendere completamente il processo in cui il PIL scioglie la lignina, potremmo rendere il processo ancora più efficiente, massimizzando l’estrazione di lignina attraverso procedimenti poco dispendiosi a livello energetico.

Secondo i ricercatori il metodo appena messo a punto sarebbe facile da riprodurre su scala commerciale e determinerebbe un’elevata efficienza dell’intero procedimento, perché meno costoso rispetto alle tecniche di pre-trattamento attualmente utilizzate.

8 gennaio 2014
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