Un biocarburante italiano ricavato dal tabacco promette di decurtare le emissioni degli aerei. A svilupparlo è stata l’azienda Sunchem di Arma di Taggia, in provincia di Imperia. Il combustibile pulito è frutto della cooperazione tra la società ligure e l’Università Cattolica di Piacenza.

Il primo test del biocarburante è previsto per il 15 luglio 2016, quando un Boeing di linea della compagnia sudafricana South Africa Airways volerà alimentato al 50% dal nuovo combustibile.

Gli aerei sono responsabili del 5% delle emissioni globali. L’inquinamento generato dal traffico aereo negli ultimi anni è aumentato a causa del boom dei voli low cost. Nei prossimi anni è atteso un ulteriore incremento delle emissioni dell’aviazione civile, causato dalla crescita del traffico aereo nei Paesi in via di sviluppo.

Mentre l’UE pensa a tasse più severe per compensare le emissioni dei voli, la ricerca prova a scovare carburanti meno inquinanti. L’équipe italiana ha compiuto un progresso importante in questa direzione, ricavando un combustibile a basso impatto dal seme di tabacco Solaris. Gli inventori sostengono che il nuovo biocarburante ridurrà le emissioni di gas serra degli aerei dell’80%. Inoltre la nascita di una nuova filiera del tabacco creerà occupazione sostenibile in Sudafrica.

A illustrare i molteplici vantaggi della pianta sulla rivista specializzata Business Journal Liguria è Sergio Tommasini, direttore del gruppo:

Il tabacco non è OGM, non contiene nicotina, non è tossico, presenta una produzione di olio per ettaro molto superiore ad altre oleaginose e si adatta a diversi climi. La pianta massimizza la produzione di fiori e semi a scapito della produzione di foglie ed è estremamente robusta.

Tommasini sottolinea inoltre che la pianta, a differenza di altre colture bioenergetiche, non entra in competizione con la produzione agroalimentare perché può essere coltivata anche su terreni marginali inadatti alle colture alimentari.

La coltura ha una resa elevata e garantisce più raccolti all’anno. Secondo le stime per ogni ettaro si otterrebbero dalle 6 alle 10 tonnellate di sementi. I semi contengono il 40% di olio da cui ricavare biocarburanti. I residui colturali potrebbero inoltre essere sfruttati per produrre energia negli impianti a biomassa.

Le sperimentazioni condotte in Brasile, in Italia, negli Stati Uniti e in Sudafrica hanno riportato risultati incoraggianti. Il biocarburante italiano ricavato dal tabacco ha già attirato l’attenzione di diversi partner industriali. Dopo l’accordo siglato con la SAA, la Sunchem sta già conducendo trattative con Alitalia, Boeing Italia, Delta Fina ed ENI.

14 luglio 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Immagini:
Lascia un commento