Creare un sostituto vegetale della benzina a partire dagli scarti della cellulosa: è il metodo studiato dai ricercatori della University of California, Davis, che mirano di estendere il processo di produzione del biodiesel anche alla benzina.

Il gasolio tradizionale è una miscela di idrocarburi, costituito da lunghe catene lineari di atomi di carbonio: le molecole che compongono benzina sono più brevi e ramificate.

Partendo da questo presupposto, i ricercatori di Davis, hanno individuato nell’acido levulinico, o acido γ-cheto valerico, l’elemento fondamentale per trasformare gli scarti della cellulosa in biobenzina. Un acido grasso, a basso peso molecolare, facilmente miscelabile con gli idrocarburi, estraibile da paglia, mais o rifiuti vegetali urbani.

Mark Mascal, professore di chimica presso la University of California, ha spiegato:

Benzina e diesel evaporano a diverse temperature e pressioni, cosa che si riflette nel diverso disegno dei motori. Il biodiesel, raffinato da oli vegetali, è già disponibile in commercio: un sostituto della benzina di origine vegetale aprirebbe un mercato molto vasto per i biofuel

La ricerca del team di Davis è stata pubblicata sulla rivista scientifica Angewandte Chemie: i ricercatori spiegano come siano stati già depositati i brevetti provvisori per standardizzare la produzione di biobenzina.

La cosa positiva del procedimento è che non sarebbe necessario nessuna materia prima, ma qualsiasi materiale di scarto di cellulosa: dato che il processo di trasformazione non si basa sulla fermentazione, non c’è necessità di spezzare cellulosa in zuccheri liberi attraverso l’idrolisi

 

7 febbraio 2014
I vostri commenti
Massimo, martedì 11 febbraio 2014 alle5:05 ha scritto: rispondi »

Che tempi si prevedono per la commercializzazione di questi bio-carburanti?

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