Bilirubina: cos’è, valori ed esame

La bilirubina è quanto rimane di tutte le reazioni del catabolismo dei globuli rossi circolanti, che hanno terminato il loro ciclo vitale. Queste cellule del sangue, infatti, sopravvivono e svolgono il loro ruolo di trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti per circa 120 giorni: trascorso questo tempo si rompono, spesso in modo spontaneo attraversando i capillari o, in alternativa, vengono distrutti nella milza. Ciò che rimane di tutte le fasi di degradazione degli eritrociti è il gruppo eme, cioè il complesso chimico che contiene al centro un atomo di ferro e che è deputato al legame con l’ossigeno dell’emoglobina.

=> Scopri i valori di riferimento degli eritrociti


L’atomo di ferro e diversi amminoacidi, che si formano dalle reazioni chimiche di degradazione dell’emoglobina, rientrano in nuove reazioni, mentre il prodotto di scarto che si forma deve essere eliminato. Il primo prodotto di tutte le reazioni di degradazione è la biliverdina, una molecola intermedia che viene subito convertita in bilirubina grazie all’azione dell’enzima biliverdina reduttasi. Il prodotto di questa prima reazione è la cosiddetta bilirubina non coniugata. Quest’ultima deve essere trasportata nel fegato attraverso il sangue: tuttavia, per le sue caratteristiche chimiche, deve essere prima complessata con una molecola di albumina, che fa così da “carrier”, ossia da trasportatore.

La bilirubina e la sua eliminazione

Medical

Nel fegato inizia un’altra serie di reazioni chimiche che portano all’eliminazione delle bilirubina La prima di queste consiste nella scissione del legame con il carrier, ossia l’albumina, e la conversione delle bilirubina non coniugata in bilirubina coniugata: in condizioni normali, in un individuo adulto quest’ultima è sempre presente in livelli notevolmente inferiori rispetto alla bilirubina non coniugata, che si trova in concentrazioni anche 5 volte superiori.
La bilirubina coniugata passa dal fegato attraverso il circolo del sangue, ai reni per essere eliminata con l’urina, mentre un’altra porzione viene riversata tramite la bile nell’intestino tenue e lì convertita in urobilinogeno, quindi eliminata con le feci.

In condizioni normali, cioè negli individui sani, tutta la bilirubina che si forma per degradazione dell’emoglobina dei globuli rossi distrutti viene eliminata: in altre parole, quella che viene prodotta viene processata e in seguito smaltita dal fegato con l’urina e le feci. Una deregolazione di questo delicato sistema di equilibrio comporta l’accumulo della bilirubina e, di conseguenza, l’insorgenza di un sintomo piuttosto tipico: il colore giallastro della pelle e degli occhi, che indicano l’ittero.

=> Scopri i benefici del caffè sul fegato


La prescrizione da parte del medico del test della bilirubina consente la valutazione della funzionalità del fegato e di ricevere delle indicazioni sullo stato di salute anche in base ai dati raccolti dall’anamnesi e dall’esame obiettivo. Il test può anche essere prescritto per valutare la gravità di un danno al fegato, qualora già il medico ne sia a conoscenza, per controllare il decorso di una malattia o per verificare l’efficacia del trattamento farmacologico.

Valore normale e alterazioni

Doctor

La bilirubina è a tutti gli effetti il pigmento della bile, ossia la molecola che la colora. Oltre a essere presente nel sangue in forma di bilirubina coniugata, ossia liberata dal fegato per essere poi smaltita dai reni con l’urina.
Un eccesso di bilirubina nel sangue, definito anche iperbilirubinemia, può essere causato da uno di queste condizioni:

  • aumento della produzione di bilirubina;
  • ridotto metabolismo della bilirubina nel fegato;
  • diminuita eliminazione della bilirubina.

Normalmente, la bilirubina totale nel sangue si trova in una concentrazione minore di 1,2 mg per decilitro di sangue. La maggior parte è non coniugata, tuttavia è possibile effettuare un adeguato frazionamento e identificare con esattezza la quantità di bilirubina coniugata e non. L’aumento della frazione non coniugata è causato in genere da un’aumentata produzione di bilirubina: ad esempio per maggiore degradazione dei globuli rossi, come avviene nella sindrome di Gilbert. Mentre l’aumento della concentrazione riflette in genere la ridotta formazione o escrezione della bile. L’aumento della concentrazione della bilirubina nelle urine, condizione definita come bilirubinuria, riflette un aumento anomalo della stessa nel sangue.

16 gennaio 2018
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento