Bilancio ambientale 2014 negativo per il Governo Renzi secondo il WWF. L’associazione ambientalista ha tracciato un resoconto di quelle che sono state le promesse e le iniziative concrete da parte dell’attuale Esecutivo, giudicandolo più efficace nelle intenzioni che nei fatti.

Sul fronte dell’ambiente il Governo avrebbe mancato molteplici occasioni, spiega il WWF in un comunicato, finendo al contrario con il favorire “la difesa delle rendite di posizione e degli interessi corporativi, spesso solo speculativi”. Il riferimento in questo caso è all’industria del petrolio, alle speculazioni edilizie, all’incenerimento, alle grandi compagnie di produzione energetica e alle concessioni autostradali. Sul piatto della bilancia a pesare sono soprattutto i testi del decreto Sviluppo e dello Sblocca Italia.

Un’occasione perduta anche il semestre europeo secondo il WWF, che attendeva in vista della COP20 di Lima una spinta ben diversa da parte del Governo. Solo parole sarebbero al momento rimasti anche i propositi in difesa del territorio dal rischio idrogeologico e dal consumo di suolo, i cui provvedimenti sono in attesa di definizioni efficaci o stentano a essere approvati.

Scarsa attenzione del Governo che si esprimerebbe, prosegue il WWF, anche nello scarsissimo stanziamento ricevuto all’interno della Legge di Stabilità 2014, dove i fondi per difesa del territorio, tutela del mare e della biodiversità, delle specie a rischio e delle bonifiche ambientali sono appena lo 0,8% (circa 253 milioni di euro) dell’intero valore della manovra (30,4 miliardi).

Una prima parziale apertura da parte del Governo sarebbe arrivata con l’accettazione da parte del sottosegretario Delrio di un incontro con le 16 associazioni ambientaliste, tra le quali il WWF, che hanno presentato una “Eco-agenda” al Governo dove indicavano i provvedimenti urgenti per far ripartire l’Italia all’insegna di un’economia sostenibile anche a livello ambientale. Secondo quanto ha sottolineato Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia:

Un primo segnale di attenzione apprezzabile, seppur tardivo, del Governo, ma che dovrà concretizzarsi in una chiara inversione di tendenza.

Restano troppe questioni irrisolte come la difesa del suolo, le trivellazioni facili e la mancanza di un piano di decarbonizzazione, le nomine dei consigli direttivi dei Parchi Nazionali per salvarli dall’immobilismo e scongiurando la distruzione di aree protette storiche come il Parco Nazionale dello Stelvio, e ancora i disastri ambientali impuniti che hanno ricadute pesanti sui cittadini in termini economici e sociali.

2 gennaio 2015
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