A poco più di otto anni dall’inizio della sperimentazione (datato dicembre 2008), una cosa è certa: i milanesi amano il bike sharing. A Milano sono attualmente disponibili 4.650 biciclette, una parte delle quali a pedalata assistita (circa 1.000), che si possono prelevare da una delle piazzole appositamente allestite in tutta l’area urbana, per poi essere lasciate in un altro punto di raccolta.

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La Giunta Sala sta pensando allo step successivo, a un modello ulteriormente evoluto di bike sharing, ispirandosi alle iniziative già messe in campo in metropoli come Shanghai e Berlino. Si punta a una condivisione libera per il bike sharing meneghino, non più vincolata dalla necessità di lasciare la bici in un punto prestabilito.

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Un sistema che fornirebbe un ulteriore stimolo all’uso del mezzo, ma che presenta alcune incognite: in primis quella legata ai furti. Ne sono ben consapevoli i promotori dell’iniziativa, che stanno valutando diverse soluzioni per eliminare o quantomeno contenere il più possibile questo fattore di rischio.

Si parla di un dispositivo per la geolocalizzazione della bici equipaggiato a bordo, così da poterne monitorare in ogni momento da remoto l’esatta posizione sul territorio. Inoltre per l’accesso al mezzo verrebbe impiegata un’applicazione per smartphone del tutto simile a quelle oggi in uso per le vetture del car sharing, potendo così identificare l’utilizzatore.

Il Comune di Milano è alla ricerca di realtà interessate a finanziare il progetto per il rinnovamento del bike sharing, ma i costi non sono certo contenuti e trovare partnership non è un’impresa semplice. Si procederà, molto probabilmente, tramite bando pubblico.

L’attuale gestore Clear Channel non sembra interessato a una mossa di questo tipo, nonostante abbia già confermato l’intenzione di voler rafforzare in futuro l’infrastruttura attuale con l’installazione di 140 nuove stazioni per il bike sharing, che andranno ad aggiungersi alle 282 già esistenti in città, ampliando inoltre alcune di quelle maggiormente trafficate dove spesso risulta difficoltoso trovare uno stallo libero.

5 giugno 2017
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lui la plume, mercoledì 7 giugno 2017 alle10:26 ha scritto: rispondi »

È vergognoso che gli amministratori locali si ostinino a cercare partner chissà dove invece di chiedere ai diretti interessati ... i milanesi in questo caso. Tutti utilizzeremmo volentieri il servizio utilizzando la tessera sanitaria che ci è stata fornita. Ma non ha senso utilizzare questo servizio dove avviamo già a disposizione la nostra bicicletta. Serve un sistema che ci permetta di accedere in tutta Italia (o meglio Europa) alla bici o auto. Ci troviamo davanti ad un parco, vediamo una rastrelliera di biciclette, ci presentiamo con il nostro documento e cominciamo a circolare, lasciamo la bici a disposizione di altri quando non ci serve più nella prima rastrelliera libera, sono tutte connesse ed il sistema prende atto che la bici è stata restituita bloccando gli abbebiti che ci arriveranno al nostro domicilio a fine anno o appena superato un limite di credito standard. Servono soldi,per finanziare l'operazione? ... basta chiedere e se funziona così (ovunque) nessun problema per molti a comprarsi la bicicletta (un pagamento anticipato del servizio ... scalato ad ogni utilizzo).

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