Le bietole da foglia e da costa sono degli ortaggi particolarmente diffusi nella cucina italiana, compagne ideali per molte ricette, dai secondi ai contorni. La loro popolarità è data anche dall’elevato ciclo della pianta, che ne consente un consumo pressoché per tutto l’anno. Ma come coltivarle in orto oppure in vaso?

Prima di cominciare, va specificato come esistano diverse varietà di bietola da costa e da foglia, che si differenziano fra di loro per la grandezza e l’estensione degli esemplari. Le pratiche di coltivazione rimangono comunque simili, in caso di dubbio è utile farsi consigliare dal proprio fornitore di semi e ortaggi di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare le bietole

La bietola, conosciuta anche come semplicemente “bieta”, è una varietà di piante a ciclo biennale appartenente alla specie Beta vulgaris, della famiglia delle Amaranthaceae o Chenopodiaceae. L’ortaggio si caratterizza per delle grandi foglie di colore verde scuro, simili agli spinaci, normalmente arricciate a partire da un gambo bianco. A seconda della varietà, si potranno avere bietole anche dalle foglie e dai gambi sulle sfumature del rosso e del giallo, suddivise tra biete da taglio e biete da costa, queste ultime solitamente caratterizzate da un raggruppamento di foglie. Le verdure sono particolarmente apprezzate perché, oltre a essere disponibili per gran parte dell’anno, sono anche ricca di proprietà nutritive come vitamine, fibre e acido folico.

Il clima preferito per la coltivazione è quello temperato, per delle piante che presentano una buona resistenza al freddo. Per questo motivo, fatta eccezione per gli inverni più rigidi, la coltivazione avviene pressoché ininterrottamente dall’inizio di marzo fino a novembre inoltrato. L’ortaggio non disdegna l’esposizione diretta al sole, anche se d’estate sarà consigliata una protezione per evitare i fenomeni atmosferici più dannosi, come la grandine.

Il terreno ideale è normalmente morbido, ben drenato e ben concimato con fertilizzanti organici e compost. Essendo varietà comunque decisamente rustiche, possono adattarsi facilmente a qualsiasi tipologia di terriccio, purché dal PH possibilmente tra il 6 e il 7. Importante sarà la predisposizione del terreno prima della semina, con una zappatura profonda affinché le sostanze nutritive vengano uniformemente distribuite in dimora. Inoltre, le bietole possono sfruttare l’azoto rilasciato nel terreno da precedenti coltivazioni, agevolando così la rotazione delle culture.

L’apporto d’acqua varia ovviamente a seconda del periodo dell’anno di coltivazione. In primavera e in autunno possono bastare anche i semplici fenomeni atmosferici, facendo comunque riferimento al grado di aridità del terreno. In estate, invece, l’annaffiatura deve essere resa più frequente, anche quotidiana qualora la bietola fosse esposta direttamente ai raggi solari. Di norma, l’operazione viene eseguita di primo mattino oppure la sera.

Coltivazione in orto e in vaso

Le bietole da foglia e da costa possono essere efficacemente coltivata sia in orto che in vaso, anche se quest’ultima modalità non è particolarmente frequente, considerato come le verdure richiedano una buona estensione per garantire un raccolto sufficiente.

La predisposizione del vaso è comunque importante: sul fondo andrà inserito un letto di cocci e ghiaia per agevolare il deflusso dell’acqua, per poi riempire il tutto con un terriccio arricchito con concimi organici e compost. In giardino, così come poc’anzi accennato, sarà necessaria una buona opera di zappatura e di concimazione, sempre con fertilizzanti organici.

La coltivazione avviene a partire dai semi, immessi sia in semenzaio che direttamente in dimora. Per le varietà da foglia, la semina avviene dal mese di marzo e si rinnova a luglio: i semi vengono immessi nel terreno a file, con un paio di esemplari in buche di circa 1,5 centimetri, distanziate da una ventina di centimetri. Il procedimento per le bietole da costa è identico, solo con una maggiore distanza fra le piante. Il raccolto avviene a partire dai due mesi dalla semina.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, oltre alle già viste necessità di coltivazione, può essere necessario il diradamento degli esemplari durante la crescita, quindi l’eliminazione di piante infestanti e parassiti.

25 luglio 2015
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