Laddove la voce della gente non viene ascoltata prendono forza strumenti come le petizioni online, che riescono a raggiungere persone che la pensano allo stesso modo e vogliono portare avanti le loro idee e farle conoscere.

Change.org è una piattaforma online gratuita che permette di realizzare e portare avanti delle campagne sociali alla quale si è rivolta una pendolare bolognese, che ha inoltrato la sua petizione dopo che la Regione Emilia Romagna ha annullato l’abbonamento annuale treno+bici a 122 euro e si è passati, per usufruire del trasporto della bici sui treni, a una spesa di poco meno di 800 euro all’anno. La lettera scritta a Trenitalia Spa dalla promotrice recitava così:

È crescente il numero di pendolari che utilizzano la bici ed il treno quotidianamente ed è ormai condivisa nella società la necessità di favorire pratiche virtuose che hanno effetti benefici sull’ambiente, la mobilità, la salute.

La Federazione Europea dei Ciclisti (ECF) ha calcolato che nel periodo 2014-2020 sono disponibili per gli stati circa 6 miliardi di euro per finanziare progetti di ciclabilità. Ad oggi si contano progetti per un ammontare pari a poco più di 2 miliardi, di cui l’Italia detiene solo il 4%, quindi non è una questione di mancanza di fondi (che ci sono e non sono utilizzati oppure vengono richiesti e spesi in altre grandi opere meno sostenibili), ma di mancanza di progetti per utilizzare questi fondi.

L’azienda qualche giorno fa aveva risposto sostanzialmente picche. Era quindi arrivata pronta la replica della pendolare bolognese, nella quale si rammaricava della posizione:

Lontana dal concetto di responsabilità sociale di impresa, il quale dovrebbe portare un’azienda a curarsi dell’impatto che questa ha sui suoi frequentatori (e sull’ambiente), soprattutto per un servizio pubblico fondamentale come quello dei trasporti. Perlomeno nel 2015.

Nella replica invitava la società ad un vero e proprio ammodernamento e ad un intervento diretto che saltasse il rallentamento del passaggio attraverso la legislazione regionale per ottenere un risultato a livello nazionale. La risposta è stata accolta, anche se non da Trenitalia.

È stata la Regione Emilia Romagna, che attraverso l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Donini ha indetto un incontro con la promotrice della petizione Sara Poluzzi e con i rappresentanti di #salvaiciclisti e FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), nel quale ha promesso un “impegno di livello nazionale per uniformare le condizioni di utilizzo del trasporto bici da regione a regione”.

Evidentemente le quasi 56.000 firme devono aver fatto riflettere l’assessore sulla grandezza di questa volontà popolare, per cui ha deciso di prendere accordi con Trenitalia Spa per il ripristino degli abbonamenti al più presto possibile, con la volontà di proporre anche la gratuità del servizio.

Se risulta difficile pensare che si arrivi al trasporto delle bici gratuito, incoraggia sicuramente l’essere stati ascoltati. Polucci manifesta la sua soddisfazione, conscia che una voce così grande, diversificata, ma univoca non possa restare inascoltata.

23 gennaio 2015
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