Copenaghen da molti anni è una delle città più progredite d’Europa sul fronte della mobilità sostenibile. Nell’ultimo anno, però, si è registrato un incremento decisamente eccezionale, al di sopra di ogni più rosea previsione. Il tasso di ciclisti urbani è infatti cresciuto enormemente, passando dal 36% del 2012 al 41% del 2013. Molti pendolari, prima restii a prendere le due ruote per recarsi tutti i giorni al lavoro, hanno finalmente abbandonato auto e mezzi pubblici, preferendo la bici. Per molti la spiegazione di questo boom è da rintracciare nell’aumento dei servizi e delle infrastrutture dedicate ai ciclisti, dai ponti ciclabili più sicuri al traffico meno intenso e maggiormente regolamentato.

In realtà, a influire sull’incremento dei pendolari in bicicletta è stata anche una certa difficoltà a spostarsi in auto. Nella città di Copenaghen, infatti, lo scorso anno sono stati aperti ben 17 grandi cantieri che hanno inciso pesantemente sulla viabilità urbana. Le auto, spesso di grossa cilindrata e stazza, si sono ritrovate a circolare su carreggiate sempre più strette e intasate.

Tanti automobilisti hanno dovuto fare i conti con i disagi dei cantieri e con un aumento dei consumi di carburante. Procedere a passo d’uomo nel traffico in auto non è affatto conveniente, si perde tempo e denaro. I pendolari hanno così deciso di rivalutare la bici come mezzo di trasporto. Quando i grandi progetti pubblici in cantiere verranno terminati, si stima che il tasso di ciclisti urbani di Copenaghen tornerà al 36%.

Quanto accaduto nella capitale danese ci fornisce un’importante lezione sulla mobilità urbana: benché spesso si parli di convivenza tra auto e bici in città, è innegabile che per spingere davvero i cittadini a lasciare la macchina in garage, bisogna rendere la vita meno facile agli automobilisti. Soltanto quando prendere la bici sarà infinitamente più conveniente e veloce dell’auto assisteremo a una vera rivoluzione nei trasporti. Le amministrazioni locali saranno chiamate a una scelta: avvantaggiare in modo considerevole la mobilità sostenibile oppure concedere il solito contentino di qualche chilometro di pista ciclabile ai ciclisti, non intaccando la supremazia indiscussa delle auto.

8 luglio 2014
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