L’Italia non è un Paese per ciclisti. Lo dimostra il posto basso occupato dalla nostra nazione nella classifica dei Paesi europei più bike-friendly.

La Federazione ciclisti europea ha collocato l’Italia al 17esimo posto. Rispetto al 2013, quando occupava il 13esimo posto, l’Italia perde ulteriore terreno a causa dell’impegno insufficiente nell’incrementare e rendere più sicura la mobilità ciclabile.

L’Italia è stata scalzata da Paesi come la Croazia, la Lituania, il Lussemburgo e la Slovenia che hanno guadagnato diverse posizioni rispetto al 2013. La Spagna non riesce per ora a superare l’Italia, pur guadagnando diverse posizioni e passando dal 23esimo al 18esimo posto.

Nelle prime posizioni della classifica dell’ECF si piazzano incontrastate Danimarca, Olanda e Svezia, nazioni europee che da anni stanno puntando sulla mobilità sostenibile. Questi tre Paesi hanno totalizzato punteggi elevati in tutti e 5 i parametri di valutazione utilizzati dall’ECF.

Nello specifico, la Federazione ciclisti europea ha preso in esame la percentuale di ciclisti presente nei Paesi europei in rapporto al tasso demografico; i livelli di sicurezza garantiti ai cittadini che si spostano prevalentemente in bici; lo sviluppo del cicloturismo nelle diverse nazioni; i dati sulle vendite di biciclette nuove; le associazioni di ciclisti attive sul territorio nazionale.

L’Italia può consolarsi, almeno in parte, della posizione bassa nella classifica dei Paesi europei più amici dei ciclisti grazie ai risultati preliminari della European Cycling Challenge, la competizione tra ciclisti urbani europei iniziata il 1° maggio scorso.

La gara, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, si concluderà il 31 maggio prossimo. Al momento Roma è al quarto posto su 31 città europee partecipanti. Ben 1.400 cittadini romani si stanno impegnando a percorrere il maggior numero di chilometri in bicicletta per conquistare il primato europeo. Un impegno che ha già fruttato un risparmio di 25 tonnellate di emissioni di CO2.

Nella top ten troviamo anche i padovani e i bolognesi, rispettivamente al settimo e all’ottavo posto. I cagliaritani al momento restano più indietro, al quindicesimo posto. Nelle prime tre posizioni svettano Danzica, Breslavia e Varsavia. Le prime due hanno già tagliato il traguardo dei 200 mila chilometri, risparmiando ciascuna l’immissione in atmosfera di oltre 40 tonnellate di CO2.

25 maggio 2015
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ECF
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