Non molto tempo fa vi avevamo dato una notizia che ritenevamo davvero ottima: il sistema di riciclaggio del nostro Paese raccoglierà anche bicchieri e piatti usa e getta in plastica. Un articolo sul Il Fatto Quotidiano svela oggi, invece, come si sia cantato vittoria troppo presto.

Il punto è che bicchieri e piatti – perché le posate sarebbero comunque escluse dal lotto dei prodotti riciclabili – usa e getta sono annoverati fra le plastiche eterogenee. Dunque è impossibile riciclarle? No, è possibilissimo, basta creare un’apposita filiera. Filiera che esiste e funziona alla grande per le bottiglie e per i sacchetti.

Al momento, però, nulla del genere è stato pensato di specifico per le stoviglie in plastica e ciò fa sì che, a parte alcune eccezioni locali, nessuno sappia che farsene in fase di riciclo. Infatti, gli investimenti da realizzare per poter riciclare le plastiche eterogenee sono importanti e la domanda di mercato per questo tipo di materiale riciclato al momento è tendente allo zero.

In conclusione, la cosa più probabile è che mentre noi c’impegneremo a seguire le regole della raccolta differenziata, distinguendo posate da piatti e bicchieri e pulendo bene ciò che mettiamo nel cassonetto per i prodotti da riciclare, alla fine il prodotto del nostro essere cittadini attenti all’ambiente finirà bruciato dentro qualche inceneritore.

Eppure, società di riciclaggio come la Revet in Toscana, sono riusciti a importare le tecnologie per il riciclo delle plastiche eterogenee, facendone materiale per la Piaggio, pannelli fonoassorbenti e prodotti per l’arredo degli esterni. Insomma, forse basterebbe un po’ di coraggio.

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24 maggio 2012
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I vostri commenti
Cosimo, giovedì 24 maggio 2012 alle15:17 ha scritto: rispondi »

E MANDATELI A QUESTA DITTA TOSCANA NO?!

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