Bevande zuccherate e obesità, Coca-Cola nella bufera: le accuse

Coca-Cola avrebbe finanziato e sostenuto il Global Energy Balance Network (GEBN), una rete di esperti e divulgatori per farne una “arma” nella guerra tra industria e salute pubblica sulle cause dell’obesità. Sostanzialmente il colosso avrebbe dunque investito per “influenzare il dibattito sulla salute pubblica” a proprio favore, per scagionare i soft drinks dall’accusa di provocare l’obesità, convincendo il pubblico che le cause fossero altre.

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È quanto sostenuto da uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health, che rivela il contenuto di alcune email e documenti interni di Coca-Cola, ora di dominio pubblico grazie all’azione di un’associazione dei consumatori. Da ciò che si legge i documenti hanno dimostrato che l’azienda avrebbe “elargito denaro per finanziare studi” che avevano l’obiettivo di smentire che le bevande zuccherate, come la Coca-Cola, non fossero causa di obesità, con l’obiettivo di proteggere il proprio business.

Dunque, si apprende che Coca-Cola avrebbe voluto che il GEBN diventasse “il luogo dove vanno i media per un commento su qualsiasi problema di obesità”, all’apparenza un ente onesto e indipendente da interessi aziendali, dedicato a promuovere l’idea che l’esercizio fisico – e non il conteggio delle calorie – fosse la vera chiave per la perdita di peso e per vivere una vita salutare.

In realtà le cose sarebbero andate diversamente e, sottolineano gli autori, solo perché il GEBN si è sciolto non significa che Coca-Cola abbia smesso di cercare di influenzare la politica pubblica sul problema delle bevande zuccherate.

19 marzo 2018
Fonte:
BMJ
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