Il consumo di bevande zuccherate può aumentare i rischi di malattie cardiovascolari. Una ricerca della University of California ha dimostrato la relazione diretta e proporzionale fra zuccheri assunti e aumento delle probabilità di sviluppare questo tipo di patologie.

Finora il consumo di bevande zuccherate era stato correlato genericamente ad un aumento delle probabilità di sviluppo di malattie cardiovascolari, disturbi cognitivi e Alzherimer, fino ai tumori al seno. a ricerca della UC è però il primo studio a dimostrare un rapporto dose-dipendente tra la quantità di zucchero aggiunto e aumenti di specifici dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Dose-dipendente è un termine specialistico usato per parlare di un effetto derivante dall’assunzione di una sostanza che si manifesta in misura proporzionale alla dose di sostanza assunta: un effetto quindi che tende ad aumentare con la concentrazione della sostanza nei tessuti e nel sangue.

Lo studio ha selezionato 85 soggetti, tra uomini e donne di età compresa dai 18 ai 40 anni, che sono stati suddivisi in quattro gruppi diversi. Per due settimane i soggetti hanno consumato bevande zuccherate con un elevato contenuto di fruttosio derivato dallo sciroppo di mais, in diverse percentuali.

Il primo gruppo ha avuto bevande con lo 0% di zuccheri aggiunti, diventando il gruppo di controllo. Il secondo ha bevuto drink con 10% di zuccheri aggiunti, il terzo con il 17,5% e l’ultimo ha assunto bevande con il 25% di zuccheri aggiunti. In questo modo i ricercatori hanno potuto dimostrare la relazione proporzionale tra zuccheri e aumento dei fattori di rischio.

Il team ha monitorato le variazioni nei livelli di lipoproteine, trigliceridi e acido urico dei soggetti: fattori tutti noti per essere indicatori del rischio di malattie cardiovascolari.

Gruppo di controllo a parte, in ognuno dei tre gruppi le analisi hanno rilevato aumenti delle lipoproteine a bassa densità, note anche come LDL o colesterolo cattivo, e dei livelli di trigliceridi, in base alla percentuale di zuccheri aggiunti. Kimber Stanhope, principale autrice dello studio e ricercatrice presso la UC Davis School of Veterinary Medicine, ha spiegato:

Questi risultati indicano chiaramente che gli esseri umani sono molto sensibili agli effetti nocivi dello zucchero aggiunto, in maniera graduale rispetto ai vari livelli di consumo.

I ricercatori hanno rilevato inoltre un aumento dei fattori di rischio in maniera più netta per gli uomini che per le donne, indipendentemente dagli aumenti di peso corporeo registrati.

24 aprile 2015
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