Le bevande gassate possono aumentare il rischio di infarto e ictus. A sostenerlo uno studio condotto dal Prof. Keijiro Saku della Fukuoka University, presentato in occasione della conferenza organizzata dalla European Society of Cardiology a Londra.

La ricerca è stata condotta su un campione di 800.000 vittime di infarto, la cui vita è stata salvata grazie all’intervento dei medici, nell’arco di un periodo di sei anni. Ai soggetti è stato chiesto di ricostruire la loro storia alimentare segnalando quali fossero le bevande consumate nel periodo precedente il malessere.

Dai dati raccolti sono emerse connessioni tra il consumo regolare di bevande gassate e problemi legati a infarto e ictus, mentre tali rapporti non sono stati individuati in relazione all’assunzione di tè nero, tè verde, cioccolata calda, caffè, acqua minerale, latte fermentato e succhi di frutta. Come ha spiegato il Prof. Saku:

Le bevande gassate o anche bibite sono state spesso associate con l’incremento di rischio di sindrome metabolica e malattie cardiovascolari. L’acido nelle bevande gassate potrebbe giocare un ruolo importante in questa associazione.

Lo stesso ricercatore ammette tuttavia i possibili limiti dello studio in merito ai dati raccolti, riferiti alla spesa operata da ciascuno dei partecipanti, come del fatto che i casi segnalati fanno tutti riferimento a un infarto patito al di fuori di una struttura ospedaliera:

I risultati indicano in ogni caso che una limitazione del consumo di bevande gassate potrebbe essere benefica per la salute.

4 settembre 2015
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