Berlusconi e Veronesi: “L’Italia ha bisogno del nucleare”

Il Presidente del Consiglio è tornato a pronunciarsi in tema di energia, con un intervento telefonico nel corso di un evento organizzato dal Popolo delle Libertà ad Avezzano (AQ). Silvio Berlusconi ha sottolineato come, secondo il suo punto di vista, il ritorno al nucleare rappresenta una necessità per il paese, nell’ottica di garantire in futuro un’alternativa affidabile a gas e petrolio. Queste le sue parole.

L’energia nucleare è l’unica alternativa possibile a petrolio e gas. Ci sono anche le fonti rinnovabili, ma possono soddisfare una minima percentuale del fabbisogno della nazione.

Siamo consci che il falso ambientalismo ideologico della sinistra ha contribuito a seminare paure, bloccando in Italia la realizzazione di impianti presenti in tutti gli altri stati, come termovalorizzatori, centrali nucleari e altre grandi opere.

La sua non è però l’unica dichiarazione sul tema destinata a far discutere, soprattutto in vista del referendum che, nei giorni scorsi, è tornato a far parlare dopo l’opposizione del Ministro Maroni all’Election Day. Anche Umberto Veronesi ha nuovamente espresso il suo sostegno alla nascita di impianti nucleare sul territorio, definendo in un’intervista il proprio incarico come presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare “moralmente corretto”.

L’Italia, senza il nucleare, è destinata a morire. Il petrolio sarà esaurito in mezzo secolo, tra 80-100 anni sarà la volta del carbone, poi il gas. Le altre fonti non saranno sufficienti a garantire la produzione dell’energia di cui abbiamo bisogno. Paesi come India, Cina, Francia e Svizzera lo hanno capito, per questo il mio nuovo incarico deriva da una scelta moralmente corretta.

A chi, come l’associazione Greenpeace, in passato aveva mosso critiche nei confronti della sua posizione, soprattutto in merito ai rischi connessi al processo produttivo, Veronesi replica:

Nessuno al mondo è mai morto per inquinamento da scorie e si stanno sviluppando tecniche per renderle più innocue. Inoltre, l’Europa sta pensando ad un unico sito per il loro stoccaggio, e le tre soluzioni al vaglio sono tutte al di fuori dei confini nazionali.

7 marzo 2011
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