Bere vino, caffè e aiuta a mantenere in salute la flora batterica intestinale. Secondo uno studio realizzato nei Paesi Bassi questi alimenti contribuirebbero, insieme ad altri, a diversificare i batteri presenti nell’intestino. Un processo che andrebbe, secondo quanto hanno spiegato i ricercatori, a tutto vantaggio del benessere dell’organismo.

I benefici per i batteri intestinali relativi al consumo di vino, tè e caffè sono stati individuati durante uno studio condotto presso la University of Groningen, situata nell’omonima provincia all’interno dei Paesi Bassi. La ricerca è stata realizzata utilizzando i dati raccolti durante il programma LifeLines, che monitora lo stato di salute di 165 mila cittadini residenti nelle zone a nord della nazione.

Nello studio, guidato dalla Dott.ssa Cisca Wijmenga, i cittadini presi in considerazione sono stati nello specifico 1.100. I soggetti sono stati selezionati in quanto persone comuni e non sulla base di specifiche patologie diagnosticate. I parametri utilizzati dai ricercatori riguardano dieta, prescrizioni mediche e stato di salute. Secondo quanto ha riportato la Dott.ssa Cisca Wijmenga, docente di Genetica umana, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Science:

Normalmente le ricerche investigano soltanto una particolare sezione di DNA, nella quale differenti gruppi di batteri possono essere distinti.

Noi abbiamo mappato tutto il DNA batterico per ottenere informazioni molto più dettagliate riguardo le tipologie di batteri. Può essere visto ad esempio l’effetto della dieta nell’intestino.

In base ai dati raccolti i ricercatori hanno riscontrato inoltre come vino, tè e caffè, insieme a yogurt e latticello (sottoprodotto della trasformazione in burro della panna) favoriscano una maggiore diversità dei batteri intestinali. Al contrario il latte intero e le diete ad alto contenuto di calorie diminuirebbero tale varietà. Come ha spiegato la Dott.ssa Alexandra Zhernakova, co-autrice dello studio:

Abbiamo registrato 60 fattori nella dieta che influenzano la diversità. Cosa questo significhi con esattezza è ancora difficile da dire. C’è però una buona correlazione tra diversità e salute: una maggiore diversità è più salutare.

4 maggio 2016
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