Malgrado gli avvisi sui possibili effetti nocivi metà delle donne in gravidanza continua a bere alcol. A rendere pubblici i dati l’ISS, Istituto Superiore di Sanità, che ricorda inoltre i danni che possono essere arrecati al feto ancora in formazione.

Secondo quanto sostiene Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’ISS, sono stati stimati inoltre i consumi basandosi sull’età media durante la quale le donne si confrontano con la gravidanza:

In Italia il 50-60% delle donne in gravidanza continuano a bere, mantenendo le abitudini che avevano in precedenza.

[L’età media] È tra 30 e 35 anni abbiamo ricavato, sulla base dei tassi di consumi alcolici in quella fascia, che non bevono meno di due bicchieri, il doppio cioè di quello che dovrebbero evitare.

Danni sul bambino che emergerebbero nel tempo, con il manifestarsi di “evidenti alterazioni delle capacità cognitive e disturbi nella crescita”. Fin da subito si produrrebbero tali effetti nocivi, già a partire dai primi 10-15 giorni successivi al concepimento. Un periodo durante il quale le donne spesso ignorano l’avvio della gravidanza. Come ha concluso Scafato:

L’alcol arriva direttamente nel cervello della madre e del feto dove distrugge i neuroni ancora prima che si sviluppino.

19 settembre 2016
Lascia un commento