Bere caffè aiuta in maniera naturale a ridurre il rischio di diabete di tipo 2. A sostenerlo sono il Dr. Frank Hu e il Dr. Shilpa Bhupathiraju, ricercatori presso il Department of Nutrition della Harvard University’s School of Public Health, che sottolineano nel loro studio come anche un modesto incremento giornaliero possa produrre effetti rilevanti.

Aumentare il consumo di caffè di una tazza e mezzo al giorno offrirebbe una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, sostengono i due ricercatori, di circa l’11%. Il Dr. Hu e il Dr. Bhupathiraju hanno analizzato i dati contenuti in tre precedenti studi USA intitolati “Nurses” e che hanno visto coinvolti individui compresi tra i 25 e i 75 anni d’età, seguiti per un periodo di tempo di 20 anni.

A disposizione informazioni relative sia alle abitudini alimentari, che ai rispettivi stili di vita, alle condizioni di salute e all’eventuale presenza di patologie croniche. I dati sono stati estratti con riferimento ai parametri registrati ogni due o quattro anni, così da valutare le possibili evoluzioni nel tempo mostrate dai partecipanti.

Pubblicati sulla rivista Diabetologia, dai risultati della ricerca condotta dai ricercatori della Harvard University’s School of Public Health si nota come il consumo di caffè giornaliero incida in maniera evidente: coloro che consumavano tre o più tazze al giorno mostravano un rischio minore di sviluppare la patologia, circa un terzo in meno rispetto a quanto registrato dai consumatori sporadici (meno di una tazza/giorno).

Gli autori sottolineano poi come non sia la caffeina a rappresentare l’elemento chiave dell’effetto benefico, in quanto un basso tasso di rischio di sviluppare il diabete è stato associato anche in caso di consumo di caffè decaffeinato. Nessuna associazione è stata invece riscontrata nei consumatori di tè.

I consumatori di caffè decaffeinato non mostravano inoltre, come descritto per il caffè “regolare”, alcuna variazione percentuale di pericolo diabete in relazione ad un incremento o diminuzione dell’assunzione.

Risultati che dovrebbero spingere a riflettere attentamente le persone prima di modificare le proprie abitudini di consumo, concludono i ricercatori, in quanto i cambiamenti produrrebbero alterazioni in un periodo di tempo piuttosto breve. Come ha spiegato il Dr. Hu:

I cambiamenti nelle abitudini di consumo sembrano influenzare il rischio di diabete in un lasso di tempo relativamente breve. I nostri risultati forniscono nuove evidenze al fatto che i cambiamenti nelle abitudini siano relazionati con il rischio diabete.

28 aprile 2014
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