Bere caffè non soltanto per restare svegli. Studi scientifici lo dimostrano e un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Bristol ha scoperto che la caffeina agisce sul cervello in modo specifico, stimolando migliori livelli di attenzione. I risultati dei loro studi sono appena stati presentati al meeting annuale della Cognitive Neuroscience Society.

Per arrivare alle loro conclusioni gli scienziati hanno messo sotto esame 20 persone anziane in perfetta salute e ne hanno studiato i comportamenti per 9 giorni. Prima dell’inizio dei test è stato proibito loro di bere caffè per una settimana. Dopo essersi “disintossicati” sono stati sottoposti a una cura a base di pillole sia contenenti caffeina che senza. Sono stati alternati i giorni in cui venivano usate le une e le altre, e le pillole con caffeina sono state alternate tra dosaggi a 62 mg e a 100 mg.

In seguito sono stati analizzati gli effetti della terapia, valutando le prestazioni per diversi tipi di attenzione. Sono stati fatti anche test di reazione. Chi aveva assunto caffeina dimostrava di avere tempi di reazione inferiori. Il Dr. Kanchan Sharma, autore principale dello studio, ha spiegato:

Nelle persone sane c’è un miglioramento nel tempo di reazione cognitiva e abbiamo scoperto che il tempo di elaborazione per prendere decisioni semplici è migliorato.

Lo stesso effetto non sembrerebbe possibile laddove la concentrazione mentale sia già buona o nei casi in cui bere caffè sia un’abitudine. In tal caso ci sarebbe dunque un tipo di “assuefazione” al principio attivo che ne annullerebbe quasi del tutto i benefici. Il Dr. Sharma dà il suo consiglio:

Se dovessi incoraggiare qualcuno a fare qualcosa, sarebbe di rimanere lontani dalla caffeina, prendere caffè decaffeinato, e quindi passare alla caffeina quando l’attenzione si spegne.

Le potenzialità di questa sostanza nei confronti di una patologia come la demenza senile sono tutte da scoprire, ma questo studio da buone speranze e prospetta la possibilità che un giorno possano essere distribuiti sul mercato dei farmaci, proprio a base di caffeina, per curare questo tipo di malattie.

8 aprile 2016
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