Bere 4 tazze di caffè al giorno può essere utile per contrastare il rischio di cirrosi epatica. Lo stesso risultato si avrebbe assumendo un tè alle erbe quotidianamente. Le due bevande contribuiscono a fermare la cicatrizzazione del fegato responsabile della cirrosi. Ad ottenere questi risultati è stato uno studio dell’Erasmus University Medical Centre in Olanda. Per giungere alle conclusioni i ricercatori hanno raccolto i dati di 2.424 partecipanti.

=> Caffè alternativa naturale al viagra, leggi perché

Gli esperti affermano che il caffè e il tè potrebbero avere il potenziale per diventare fondamentali nella prevenzione delle malattie del fegato grazie alla popolarità di queste bevande e al loro basso costo. Non si conosce con esattezza il meccanismo per mezzo del quale agiscono sul fegato. Si pensa che i responsabili degli effetti positivi siano i composti antiossidanti che si dissolvono nel flusso sanguigno.

I volontari che hanno partecipato alla ricerca sono stati sottoposti ad un prelievo di sangue e ad analisi epatiche per la valutazione dell’organo. Hanno anche compilato un questionario sulle abitudini alimentari e in particolare sul consumo di tè e caffè.

=> Scopri i benefici del tè per la salute delle ossa

La cirrosi è causata da danni a lungo termine al fegato e si manifesta spesso nelle fasi finali delle malattie epatiche. In genere i disturbi al fegato interessano persone che non seguono un corretto stile di vita e per questo i pazienti sono invitati spesso ad adottare delle diete sane per la prevenzione. Il dottor Sarwa Darwish, autore principale dello studio, ha affermato:

Al di là del fegato, il caffè è stato dimostrato essere inversamente associato alla mortalità globale nella popolazione generale.

Bere 4 tazze di caffè al giorno non danneggia la salute, purché il consumo non si troppo concentrato nel tempo. Uno studio precedente dell’International Life Sciences Institute lo aveva confermato. Sono stati analizzati più di 740 studi sugli effetti della caffeina sull’uomo e i ricercatori hanno scoperto che consumarne 400 mg è sicuro per gli adulti.

13 giugno 2017
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
riccardo, mercoledì 14 giugno 2017 alle1:18 ha scritto: rispondi »

Ottimo promemoria.

Lascia un commento