Eccedere nel bere alcol durante la gravidanza danneggia il cervello del nascituro. Secondo i ricercatori della University of Nottingham, un consumo di bevande alcoliche fuori misura nel periodo di gestazione mette a rischio la salute mentale del bambino e ne penalizzerà i risultati durante il periodo scolastico.

Al centro dell’attenzione dello studio è in particolare il fenomeno noto come “binge drinking”, ovvero un consumo di bevande alcoliche spesso finalizzato all’ubriacatura. Una pratica che metterebbe a rischio la salute mentale dei bambini intorno agli 11 anni, i quali tenderebbero a soffrire soprattutto di deficit dell’attenzione e iperattività.

Quattro bicchieri di vino sarebbero il quantitativo oltre il quale scatterebbe il rischio, equivalenti a circa due pinte di birra. Le donne britanniche in gravidanza incluse nello studio sono state circa 4.000, interpellate dopo 18 e 32 settimane circa l’aver o meno sperimentato un’assunzione elevata di alcol nel breve periodo.

La maggioranza delle donne che ha affermato al primo controllo di aver ceduto al “brine drinking” almeno una volta ha poi riconfermato tale pratica anche una volta trascorsa la 32esima settimana. Secondo quanto affermato dall’autore principale dello studio, il Prof. Kapil Sayal:

Le donne durante la gravidanza o che stanno programmandone una dovrebbero prestare attenzione ai possibili rischi associati con episodi di consumo intenso di alcol durante la gravidanza, anche se di tipo occasionale.

Il consumo di quattro o più bevande alcoliche al giorno può incrementare il rischio di iperattività, problemi di deficit dell’attenzione e peggiori risultati negli studi anche se i livelli medi di assunzione giornaliera di alcol durante la gravidanza sono bassi.

I risultati dello studio mostrano la necessità di messaggi chiari da parte delle autorità circa i percorsi da seguire riguardo il consumo di alcol in gravidanza, per cui le donne che scelgono occasionalmente di bere alcolici dovrebbero evitare di assumerne un alto numero nella stessa giornata.

Dati che tuttavia potrebbero non necessariamente rispecchiare l’attuale situazione, spiega lo stesso Prof. Sayal, in quanto:

Le informazioni sono state raccolte tra il 1991-1992 quando le abitudini del consumo di alcol in gravidanza potrebbero essere state differenti dalle attuali nel Regno Unito. Questo è accaduto oltre 20 anni fa, quindi potrebbe non necessariamente rispecchiare il panorama attuale.

12 settembre 2014
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