Nel mondo sono 884 milioni le persone che non hanno accesso a fonti di acqua pulita. A causa di questo, malattie come la diarrea provocano la morte di soggetti dalle difese deboli, come bambini e persone in cattivo stato di salute, anche a causa della povertà. È pensando a questo che nasce LifeStraw, il dispositivo meccanico che consente di bere anche dalle pozzanghere.

Sono 1,5 milioni all’anno le morti infantili causate da carenza di acqua potabile, un bambino su 5 muore per questo. I numeri sono più alti di quelli relativi ad AIDS, malaria e morbillo messi insieme. Dalla volontà di fare qualcosa contro questa situazione, nel 1994, nasce l’idea di LifeStraw. Viene concepita dalla danese Vestergaard, che con gli anni ha sviluppato vari prototipi fino ad arrivare a quello attuale.

Esistono 5 versioni: LifeStraw, LifeStraw Steel (in acciaio), LifeStraw Go (con la bottiglietta in dotazione), LifeStraw Mission (dotato di capiente borsa contenitrice arrotolabile), LifeStraw Family (con raccoglitore in grado di purificare 18 mila litri di acqua).

Si tratta di dispositivi meccanici, che filtrano l’acqua grazie alla presenza di fibre cave con pori delle dimensioni di 0,02 micron. LifeStraw non contiene sostanze chimiche e non richiede energia per il suo funzionamento. Anche le versioni in plastica sono BPA free e nell’acqua bevuta non resta alcun retrogusto.

Con questo dispositivo è possibile eliminare più del 99% di batteri, virus, protozoi. Parassiti come E-coli, Campylobacter, Vibrio cholerae, Pseudomonas aeruginosa, Shigella e Salmonella, rimangono intrappolati tra le fibre del filtro, che dura fino alla depurazione di 1.000 litri di acqua. Per pulirlo poi basta usarlo al contrario, soffiando sul filtro per espellere le particelle bloccate. Se è disponibile dell’acqua pulita può essere utile risciacquarlo e poi farlo asciugare.

Ha un limite però nei confronti delle sostanze chimiche inquinanti, dei sali e dei metalli pesanti. Ecco perché se va bene per le pozzanghere, per i torrenti, i fiumi e i laghi, non va bene invece per il mare, dove la contaminazione non è solo biologica.

La versione base è lunga 22 centimetri e pesa solo 57 grammi. Un pratico strumento che oltre ad aiutare le persone a ridurre il rischio di malattie nei Paesi più poveri, può diventare utilissimo anche per chi si sposta per lunghi viaggi all’avventura.

Il costo al momento è di 20 dollari per LifeStraw base, 30 per LifeStraw Go, 120 per LifeStraw Mission. Parte del ricavato delle vendite andrà per il programma “Liters” che la Vestergaard segue dal 2014 e che ha come obiettivo quello di portare acqua pulita alle comunità in difficoltà, in maniera più economica che costruendo reti idriche apposite. Sono già 64 i Paesi in cui l’azienda ha dato il proprio contributo.

10 maggio 2016
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento