Gli ultimi dati rilasciati dall’Unione Petrolifera (UP) mostrano un netto calo dei consumi di carburanti, sia benzina che diesel, e degli altri prodotti petroliferi negli ultimi mesi. La crisi morde e gli italiani limitano al massimo l’uso dell’auto per risparmiare, visto anche che la benzina viaggia ormai verso i due euro al litro.

Il crollo si nota a marzo sia su base mensile (marzo rispetto a marzo 2011) che trimestrale (dall’inizio dell’anno a fine marzo). Su base mensile i consumi petroliferi totali hanno toccato le 5,4 milioni di tonnellate con un calo del 10,7% pari a 645mila tonnellate in meno rispetto allo stesso mese del 2011.

Cala maggiormente la benzina (-9,5% pari a -75mila tonnellate) rispetto al gasolio per autotrazione (-8,4% cioè -186mila tonnellate). Se consideriamo solo benzina e gasolio, togliendo tutti gli altri prodotti petroliferi, le vendite si sono fermate a quota 2,7 tonnellate.

Se prendiamo in considerazione il primo trimestre 2012, invece, i consumi totali hanno toccato 15,9 milioni di tonnellate, con una flessione del 9% (1.562.000 tonnellate in meno rispetto ai primi tre mesi del 2011). Calo molto simile, -9,3%, se consideriamo i soli carburanti.

Considerato che negli ultimi mesi sono crollate anche le immatricolazioni di autovetture, specialmente quelle di grossa cilindrata, è difficile prevedere che si torni presto a fare la fila alla pompa di benzina. Se il portafogli piange, almeno l’ambiente ringrazia: meno auto in circolazione e meno benzina/gasolio bruciati abbassano l’impatto della mobilità urbana. Se questo si tradurrà con minori PM10 e smog nei grandi centri urbani italiani, però, è ancora presto per dirlo.

13 aprile 2012
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UP
I vostri commenti
Gian, sabato 28 settembre 2013 alle14:12 ha scritto: rispondi »

Io mi chiedo . ma con i dati relativi al crollo dei consumi di carburante come si può pensare come sta facendo il governo di reperire nuove risorse( vedi ipotesi per rinvio aumento IVA a gennaio -poi sospeso) aumentando le accise sui carburanti.? E' di assoluta evidenza (ma lo capisce anche un ritardato mentale) che un ulteriore aumento causerà una più che proporzionale diminuzione dei consumi con un introito totale (che dovrebbe essere quello che conta per chi ci amministra in maniera così assurda) minore di quello che si aveva prima dell'aumento; senza contare la ricaduta degli aumenti sul prezzo delle cose trasportate. Ma prendiamo come consiglieri economici non emeriti economisti professori universitari profumatamente pagati ma delle semplici massaie che magari la consulenza la fanno anche gratis

toni, domenica 15 aprile 2012 alle10:49 ha scritto: rispondi »

Paradossalmente l'aumento dei prezzi petroliferi (causati soprattutto dall'aumento delle accise) un aspetto positivo l'hanno avuto : una riflessione sull'uso sconsiderato dell'auto. Il nostro sistema produttivo/commerciale dagli anni sessanta ad oggi ha sempre ruotato attorno all'uso onnivoro dell'auto. La depredazione del territorio per la costruzione di strade,città che non avevano riferimento sulle persone ma sulle auto, la costruzione insensata di parcheggi che hanno vandalizzato città storiche etc..tutto questo per portare in italia un rapporto fra cittadini e auto del 60% : secondi solo agli americani. Forse è questa una riconsiderazione del modello di sviluppo? Nel greco classico il termine crisis( crisi) significa cambiamento....ben venga allora questa crisi se riporterà l'uomo al centro di un vero modello di sviluppo,l'attuale stà inevitabilmente implodendo perchè non sostenibile in un pianeta con risorse "limitate". A quando una presa di coscienza dei grandi della terra? 

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