L’OCSE presenta il BIL, indicatore alternativo al PIL ed espressione del Benessere Interno Lordo. Il risultato per l’Italia è di una netta bocciatura. Una posizione di classifica tale che se dovesse essere il G8 d’ora in poi convocato secondo questa graduatoria, il nostro governo non potrebbe nemmeno lontanamente sperare in una sua partecipazione. Troppo distante la vetta dalla nostra ventiquattresima posizione.

Nel nuovo ipotetico vertice degli otto grandi, dove siederebbero nell’ordine Australia, Canada, Svezia, Nuova Zelanda, Norvegia, Danimarca, Stati Uniti e Svizzera. Un bello stravolgimento, causato dagli undici parametri che non tengono conto solamente dell’aspetto economico, ma anche e soprattutto dell’effettiva vivibilità degli stati.

La graduatoria del benessere non è tuttavia rigida, come espressamente voluto dalla stessa OCSE, ma lascia liberi i cittadini di dare un proprio “valore di rilievo” a ognuno degli undici parametri considerati. Grazie a questo i vertici potrebbero cambiare a seconda che si privilegi le superfici verdi, il tasso di criminalità o ancora la fiducia nel proprio governo.

Il paese più green risulta la Svezia, ai minimi riguardo il tasso di inquinamento, mentre per la sicurezza primo posto all’Islanda, dove gli omicidi sono quasi a cifra zero. Se però dessimo a tutti i parametri eguale importanza, prendendo sostanzialmente i dati così come sono, ecco che per noi arrivano i problemi.

L’Italia si trova come dicevamo al ventiquattresimo posto, dietro la Repubblica Ceca e appena davanti a Polonia e Corea del Sud. Come spiegare un risultato così negativo? Le percentuali espresse nei singoli parametri non lasciano dubbi: fatta eccezione per il reddito medio delle famiglie, che anche se superiore alla media Ocse è comunque ben lontano dal primatista Lussemburgo, la situazione negli altri campi appare piuttosto grigia.

Gli occupati sono pochi, circa il 57%, con un monte ore di lavoro ben superiore alla media, mentre solo il 49% delle mamme di figli in età scolare riescono a rimanere nel mondo del lavoro. Appena il 34% dichiara di aver aiutato il prossimo nell’ultimo mese, mentre in crescita continua la sfiducia nelle istituzioni. Non solo, siamo molto indietro sia dal punto di vista scolastico che sul versante inquinamento, con un livello giudicato allarmante di polveri sottili nell’aria.

L’insicurezza è alta, una percentuale al 35% contro una media del 26. Nessuna sorpresa quindi leggendo che appena il 54% degli italiani di dichiari soddisfatto della propria vita. Unica nota positiva l’aspettativa di vita, in Italia fissata agli 81,5 anni. L’indice ha destato tale interesse che la stessa Martine Durand, direttrice della sezione statistica dell’Ocse, ha garantito in un commento apparso su La Repubblica che i rilevamenti proseguiranno con una certa costanza:

Pubblicheremo l’indice con regolarità per poter fare confronti nel tempo.

La speranza per l’Italia è che le prossime scelte di governo riescano nella difficile opera di inversione di rotta. Un percorso che al momento lascia pochi margini di assoluzione nei riguardi dell’operato delle nostre istituzioni, ma che spalanca la porta verso soluzioni eco-sostenibili e in difesa della salute pubblica. Un’occasione per cambiare davvero le cose. Sapremo coglierla?

26 maggio 2011
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