Benedetto XVI: un Papa ambientalista

Il mondo si prepara a salutare Benedetto XVI e ad accogliere il suo successore. È inevitabile dunque un bilancio, per valutare la condotta dell’uomo che ha guidato la Chiesa Cattolica negli ultimi 8 anni. Eletto il 19 aprile del 2005, Joseph Ratzinger sembra destinato per lo più a essere ricordato per il suo orientamento ultraconservatore nei confronti della fecondazione assistita, dell’aborto e delle unioni tra persone dello stesso sesso. A questo si unirà inevitabilmente l’eccezionalità del suo abbandono, il primo per un successore di Pietro dopo 600 anni. Eppure proprio questo Papa così criticato potrebbe aver segnato un punto di svolta nel visione ambientalista del Vaticano.

Durante i suoi quasi 8 anni di pontificato Benedetto XVI ha in più occasioni mostrato particolare sensibilità verso il rispetto dell’ambiente e attenzione nei confronti dei cambiamenti climatici e delle energie rinnovabili. A cominciare da Loreto 2007, quando il Papa ai giovani rivolse questo appello:

Alle nuove generazioni è affidato il futuro del pianeta, in cui sono evidenti i segni di uno sviluppo che non sempre ha saputo tutelare i delicati equilibri della natura. Prima che sia troppo tardi, occorre adottare scelte coraggiose, che sappiano ricreare una forte alleanza tra l’uomo e la terra.

Fece seguito nel 2008 l’intervento di Ratzinger a New Orleans, quando durante l’incontro “Religione Scienza e Ambiente” incoraggiò i fedeli a ricoprire un ruolo più attivo nella salvaguardia del Pianeta. Nel 2009 fu la volta della Conferenza sul Clima di Copenhagen, prima della quale il Benedetto XVI inviò un appello ai governanti mondiali affinché si impegnassero concretamente per adottare un accordo che ponesse come base la dignità dell’uomo e il bene comune.

Appello ambientalista che Joseph Ratzinger rivolse al mondo anche in occasione della 53esima Giornata Mondiale della Pace nel 2010. Allora Benedetto XVI riuscì a sintetizzare il suo invito per la difesa della Terra in una sola ed efficace espressione:”Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Fu infine il 28 novembre 2011, durante l’incontro promosso da “Fondazione Sorella Natura”, che il Papa ribadì così l’importanza di preservare la natura:

È ormai evidente che non c’è un futuro buono per l’umanità sulla terra se non ci educhiamo tutti a uno stile di vita più responsabile nei confronti del creato.

Nel corso del pontificato di Papa Ratzinger sono inoltre stati installati pannelli fotovoltaici sopra l’ampio spazio del tetto dell’Auditorium Paolo VI e lo stesso Pontefice ha sottoscritto un accordo per la riduzione delle emissioni di CO2 da parte dello Stato Vaticano. A questo è possibile infine aggiungere l’annuncio durante questi 8 anni del raggiungimento da parte della Città del Vaticano dell’obiettivo al 2020 del 20% di energia da fonti rinnovabili.

Considerando quanto riportato, Joseph Ratzinger potrebbe aver davvero aperto le porte della Chiesa Cattolica all’ambientalismo e alla lotta ai cambiamenti climatici. Un orientamento che il mondo dell’ecologia spera venga seguito, magari con ulteriore energia, dal suo successore. Si parla del possibile ritorno di un Papa italiano, come di uno proveniente dai Paesi in via di sviluppo. L’unica cosa davvero importante a questo punto è che sappia vedere in “verde”.

12 febbraio 2013
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Elena Scarano, martedì 12 febbraio 2013 alle18:12 ha scritto: rispondi »

carissimo Benedetto XVI io sono con lei e condivido il suo gesto di immensa umiltà e umanità. La ringrazio per tutto quello che ha fatto per la chiesa in questi anni e quindi per tutti noi.Pregherò per lei per il suo spirito che abbia pace e serenità. Mi dispiace perchè mi mancherà ma accetto la volontà del Signore e la ringrazio ancora con affetto, un abbraccio elena

Lascia un commento