Batterio trasforma metalli tossici in pepite d’oro

Un batterio capace di consumare metalli riesce a “digerire” composti metallici tossici e a prosperare, producendo come effetto collaterale minuscole pepite d’oro. Si chiama C. metallidurans e le sue incredibili capacità sono appena state scoperte da un team di ricercatori dell’Università Martin Luther Halle-Wittenberg e dall’Università Tecnica di Monaco, in Germania, i quali hanno approfondito i processi molecolari che avvengono all’interno di tale batterio.

Con la forma di un bastoncino, il batterio C. Metallidurans vive principalmente in terreni ricchi di numerosi metalli pesanti; nel corso del tempo, alcuni di questi si degradano e rilasciano nel terreno minerali pesanti tossici e idrogeno:

A parte i metalli pesanti tossici, le condizioni di vita in questi terreni non sono cattive: c’è abbastanza idrogeno per risparmiare energia e quasi nessuna concorrenza; se un organismo sceglie di sopravvivere qui, deve trovare un modo per proteggersi da queste sostanze tossiche.

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Secondo quanto specificato dal professor Dietrich H. Nies della MLU, è esattamente questo che tale batterio ha imparato a fare: è riuscito a trovare un modo per ingerire questi composti metallici tossici e a espellere quelli che ne potrebbero minare la sua sopravvivenza, con un processo chimico che gli consente di depositare piccolissime pepite d’oro biologicamente.

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L’oro prodotto da C. metallidurans è indicato come oro secondario e secondo quanto diramato dagli scienziati si tratta di una scoperta importante perché, una volta compreso esattamente l’intero ciclo di funzionamento del batterio, si potrebbe in futuro produrre oro senza dover utilizzare il mercurio, dunque in modo biologico.

7 febbraio 2018
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