Batterio killer: tutta colpa del Biologico?

Accuse pesanti nei confronti del “biologico”. Il professor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’, non le manda certo a dire, individuando in questo settore – per altro in continua crescita ed espansione – il vero responsabile dell’epidemia di Escherichia Coli che sta terrorizzando l’Europa:

Questi prodotti biologici, che si giovano solo di sostanze naturali, si arrogano meriti spesso indebiti.

Ci si può chiedere se l’infezione sarebbe avvenuta, se invece di usare il letame si fossero utilizzati concimi chimici e se non sarebbe prudente – con le dovute precauzioni e nei casi in cui sia necessario – non disdegnare l’impiego di qualche pesticida.

Insomma, quella dell’affidabilità dei prodotti alimentari biologici sarebbe una leggenda alimentata da disinformazione e discorsi poco accurati scientificamente:

In realtà molti di questi giudizi sono autoreferenziali, perché nessuno ha mai fatto seri confronti per stabilire come stiano le cose.

Resta da chiedersi quale sia in media il danno sanitario dei prodotti chimici “difesi” da Garattini. Quante sostanze cancerogene o allergeniche sono contenute negli alimenti cosiddetti “normali” e quali danni producono ogni anno alla nostra salute? Senza parlare dell’impatto ambientale devastante dei suddetti “pesticidi”.

29 giugno 2011
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I vostri commenti
LolAsdOmgWtfAfk, mercoledì 29 giugno 2011 alle22:05 ha scritto: rispondi »

Oltre a queste valide motivazioni aggiungerei che è facile individuare le 10 vittime di un batterio ben identificato, ma come si fa a stimare i danni e le vittime causate dall'uso di agenti e fertilizzanti chimici all'intera popolazione mondiale. Mi ricorda un po' l'allarmismo del virus H1N1, che porto a un profitto enorme per alcune società farmaceutiche, ma che causò un numero di vittime MOLTO al di sotto della media dovuta alla normale influenza stagionale. Si fa il solito allarmismo dietro chi sa quali scopi nascosti. PS: fate QUALCOSA per far smettere questo auto-refresh della pagina!!!!

Guido Grassadonio, mercoledì 29 giugno 2011 alle18:56 ha scritto: rispondi »

Ringraziamo Roberto Pinton per il suo prezioso contributo.

Roberto Pinton, mercoledì 29 giugno 2011 alle17:18 ha scritto: rispondi »

Gli unici fattori produttivi coinvolti nella produzione di germogli sono semi e acqua, non certo il letame. Garattini comincia da qui a dimostrare di non sapere di cosa sta parland: qua casca l’asino e traballano tutte le sue considerazioni successive. In agricoltura, poi, non si utilizza letame tal quale, ma previo compostaggio, processo aerobico controllato che inattiva termicamente i patogeni eventualmente presenti sulla materia prima, dà un terriccio stabilizzato, ricco in humus, in flora microbica attiva e in microelementi. E’ lo stesso terriccio che la signora Garattini (se ce n’è una) utilizza per le sue piante d’appartamento.   Detto questo, visto che: a) le analisi di routine e quelle specifiche effettuate dalle aziende italiane che trattano sementi da germogli e anche quelle disposte dalle autorità sanitarie hanno dato tutte esito assolutamente negativo (il ministro Fazio ha dichiarato “"Non risultano in Italia segnalazioni relative alla presenza di batteri killer, neppure è chiaro se ha avuto origine dai semi”; b) la stampa tedesca parla invece di contaminazione delle acque superficiali (torrenti e ruscelli) e di quella degli acquedotti delle aree rurali. vorrei capire in base a quale logica Garattini  tira in ballo le aziende biologiche. Come si può addebitare agli agricoltori (biologici o convenzionali, non cambia nulla: si sono individuate tracce di E.coli in entrambe le produzioni)  le responsabilità delle autorità pubbliche, che avrebbero consentito l’immissione in circolo di acque contaminate?   Gli stessi fitofarmaci di cui Garattini caldeggia un  maggior uso, solo nell’ultimo numero della rivista scientifica Environmental Health Perspectives (pubblicata dall’U.S. National Institute of Environmental Health Sciences, National Institutes of Health, Department of Health and Human Services) sono additati da tre articoli come responsabili di deficit neurologici e cognitivi nei bambini; su Pediatrics (edito dall’American Academy of Pediatrics) ne appare un quarto che giunge alle medesime conclusioni.   Che siano i produttori a garantire "la purezza dei prodotti" denota soltanto l’ignoranza del fatto che dal 1992 esiste uno specifico sistema di controllo europeo, con organismi di certificazione incaricati e vigilati dal ministero delle Politiche agricole e alimentari.   Ignoro se tra i "giudizi autoreferenziali" sulla qualità dei prodotti biologici Garattini include anche le ricerche dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, dell'Istituto nazionale per la dieta mediterranea e la nutrigenomica e di altre autorevoli istituzioni che ne qualificano favorevolmente gli aspetti nutrizionali … Ah, come sarebbe piacevole un mondo in cui anche gli autorevoli farmacologi s’informano sui lavori scientifici realizzati dagli esperti degli argomenti su cui sentono la fregola d’intervenire, invece di basarsi su luoghi comuni per partito preso. Il preoccupante  livello di caos in cui si dibattono le autorità sanitarie tedesche fa sì che i loro comunicati pullulino di condizionali (sarebbe, potrebbe, si sospetta, forse…) che solo la fede che illumina Garattini trasforma in decisi indicativi, senza se e senza ma. Gli suggerisco una maggior cautela (l’ideale sarebbe non rilasciare dichiarazioni a vanvera su argomenti ignoti e sulla base di informazioni del tutto incerte, ma mi accontento della cautela).   Roberto Pinton Segretario AssoBio Associazione nazionale imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici

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