È allarme per la diffusione del batterio Escherichia coli che ha già causato centinaia di infezioni e almeno dieci morti in Germania. L’epidemia, che sembra provocata da una partita di cetrioli provenienti da Spagna e Olanda, ha mobilitato le principali associazioni di categoria nel tentativo di sensibilizzare e, soprattutto, di rassicurare i cittadini circa la genuinità dei prodotti italiani.

Le prime indicazioni arrivano da Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), che, oltre a consigliare l’acquisto esclusivo di prodotti a chilometro zero (che non hanno cioè percorso lunghe distanze nel tragitto tra produttore e consumatore), esprime la propria preoccupazione per gli effetti negativi che la vicenda ha provocato nelle esportazioni italiane:

L’emergenza si è rapidamente diffusa in tutta Europa dove si sta diffondendo una psicosi nei consumi dell’ortofrutta, il prodotto agroalimentare più esportato dall’Italia all’estero nel 2010 per un valore complessivo di 4,1 miliardi di euro. Le autorità europee devono fare al più presto chiarezza per evitare che si verifichino pesanti effetti sui mercati. Occorre un’adeguata campagna di informazione sull’obbligatorietà di indicare in etichetta la provenienza della frutta e verdura in vendita e sulla sicurezza del Made in Italy.

Più rigida invece la posizione del Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori), che, tramite le parole del presidente Carlo Rienzi, ha dichiarato:

Il ministero della Salute e gli altri organi competenti devono bloccare immediatamente le importazioni di cetrioli e cetriolini provenienti da tutta Europa. Occorre effettuare controlli stringenti su tutta l’ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’Olanda. Queste misure sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese. Si invitano i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura

Non si è fatta comunque attendere la replica del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, il quale ha affermato che in Italia non è ancora stato segnalato alcun caso di infezione legato ai cetrioli contaminati dalla Spagna. Secondo il ministro, il nostro paese, oltre a essere costantemente in contatto con la Commissione europea, ha allertato l’Istituto Superiore di Sanità e i Nas affinché siano condotti una serie di controlli approfonditi.

30 maggio 2011
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