L’Unione Europea blocca le importazioni di germogli di fieno greco dall’Egitto. Sarebbe stato confermato il collegamento che vede coinvolta una fornitura di trigonella, meglio nota appunto come “fieno greco”, nell’epidemia di Escherichia Coli scoppiata nelle scorse settimane in Germania e Francia. Definitivamente archiviati i sospetti sulle produzioni italiane alimentati dalle dichiarazioni del produttore francese Nacho Parra.

Una decisione a effetto immediato e che si protrarrà fino al 31 ottobre: nel frattempo vietato ogni import dal paese nordafricano di semi e germogli di fieno greco. Non solo, tutte le forniture egiziane di questi alimenti relative a un periodo compreso tra il 2009 e il 2011 dovranno categoricamente essere distrutte.

La conferma dell’identificazione arriva dall’Efsa, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, incaricata di identificare l’esatta provenienza della partita infetta. A motivare l’ordinanza di distruzione di un così ampio periodo di tempo l’impossibilità di escludere che quella incriminata potesse essere l’unica infettata dall’Escherichia Coli.

Secondo quanto riportato dal “Corriere della Sera“, per le autorità europee alcuni dubbi restano ancora da chiarire, tra questi le cause dell’infezione mortale avvenuta in Svezia:

La partita (di semi di fieno greco) del 2009 sembra essere legata ai casi in Francia, mentre si ritiene che quella del 2010 sia legata ai casi in Germania. Questo collegamento non spiega il più recente caso in Svezia, sul quale si indaga attualmente e che finora non presenta alcun legame con il consumo di germogli.

Gli ultimi aggiornamenti riguardo la situazione in Europa parlano al momento di 49 vittime, di cui ben 48 nella sola Germania, con circa 50 nuovi casi riscontrati dallo scorso giovedì.

6 luglio 2011
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