Batterio killer: la causa sono i germogli di fagioli

Prosegue in tutta Europa l’allarme legato all’epidemia di e.Coli, altrimenti identificato come il “batterio killer” che ha già fatto 30 vittime (29 in Germania e una in Svezia) e colpito quasi 3.000 persone in poco più di cinque settimane, riuscendo perfino a mettere in crisi l’intero comparto agricolo del Vecchio Continente a causa della psicosi che ha portato al dimezzamento della domanda di ortaggi e verdure.

Rimangono ancora da chiarire le origini del batterio, una questione che ha portato a numerose polemiche anche all’interno dell’Unione Europea. A tal proposito è notizia di oggi che secondo le autorità tedesche la causa dell’epidemia sono i germogli di fagioli. A dichiararlo è stato il direttore dell’istituto Rober Koch, Reinhard Burger, dopo una riunione a Berlino con diversi esponenti dell’ufficio federale per la sicurezza alimentare e la tutela dei consumatori.

Intanto dall’Europa arriva un plauso all’Italia, precisamente all’Istituto Superiore di Sanità, che ha creato un metodo per l’identificazione del batterio in grado di fornire i risultati in due giorni invece dei sei necessari al metodo finora utilizzato. Una significativa impresa che il Commissario Europeo alla Salute, John Dalli, in visita al laboratorio dell’ISS, ha commentato:

Sono qui specificatamente per testimoniare l’apprezzamento per il lavoro fatto dall’ISS e il suo contributo notevole per sviluppare un metodo di identificazione che impiega 48 ore invece che sei giorni. Questo ci ha aiutato e ci aiuta ancora a combattere questo batterio. In Germania ci si sta concentrando su uno stabilimento che produce germogli, e potrebbe essere il luogo da cui è partita l’epidemia, ma non ci sono ancora le analisi definitive, per cui serviranno un paio di giorni. Le infezioni stanno diminuendo, ma è presto per dire che è tutto passato.

Insomma l’allarme potrebbe presto cessare visti i passi avanti fatti, anche se l’attenzione resta alta e continua l’emergenza del comparto agricolo, che ha già richiesto lo stanziamento di fondi per affrontare la crisi che rischia di far fuori centinaia di posti di lavoro.

10 giugno 2011
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