Dare una scossa al mercato dei sistemi di accumulo e delle auto elettriche, abbattendo i costi delle batterie per consentire a un numero sempre maggiore di persone di acquistare i suoi prodotti a buon mercato. È uno dei buoni propositi con cui la Tesla Motors ha salutato il nuovo anno. In un comunicato la compagnia californiana fondata da Elon Musk ha annunciato l’avvio della produzione di batterie nella sua nuova Gigafactory situata a Reno, nello Stato del Nevada.

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Il progetto, gestito in partnership con il colosso tecnologico Panasonic, punta ad accelerare la transizione globale dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, fornendo batterie a basso costo per l’alimentazione dei veicoli elettrici e per lo stoccaggio dell’elettricità pulita.

Nella Gigafactory a dicembre del 2016 è iniziata la produzione di massa delle batterie agli ioni di litio. La Tesla userà la tecnologia per alimentare i suoi sistemi di accumulo per il fotovoltaico domestico e la Tesla Model 3, il modello a zero emissioni più economico del marchio.

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La compagnia ha illustrato i principali punti di forza della nuova cella agli ioni di litio 2170. La tecnologia di forma cilindrica è stata progettata per garantire prestazioni elevate a fronte di costi di produzione più bassi. La cella vanta una capacità superiore rispetto alle tecnologie convenzionali grazie al volume maggiore. Il diametro è di 21 millimetri. In altezza la cella misura 70 millimetri.

L’avvio della produzione nella Gigafactory in base alle previsioni della compagnia californiana dovrebbe abbattere del 30% i costi del kWh accumulato già nel giro di un anno. Il prezzo finale più basso si deve a numerosi fattori: dalla riduzione dei costi di investimento per Wh all’esecuzione di più processi in un unico grande stabilimento.

Secondo le stime della Tesla e della Panasonic la Gigafactory fornirà ogni anno 35 GWh di batterie agli ioni di litio. Una cifra che si avvicina all’intera produzione globale attuale e che negli obiettivi dei due colossi entro il 2020 dovrebbe salire a quota 50 GWh.

Nei prossimi mesi la compagnia completerà anche i lavori della Gigafactory, che al momento sono a meno del 30%. Lo stabilimento industriale una volta ultimato si candida a diventare il più grande del mondo.

Nel comunicato la Tesla ha tenuto a sottolineare anche le ricadute occupazionali dell’ambizioso progetto. Nel 2017 i due colossi che gestiscono la Gigafactory assumeranno migliaia di addetti. Quando la produzione raggiungerà il suo picco la forza lavoro salirà a 6.500 unità. I posti di lavoro indiretti sfioreranno le 30 mila unità.

9 gennaio 2017
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