Il successo delleauto elettriche e di quelle ibride passa per un abbattimento dei costi complessivi, sui quali incide e non poco quello delle batterie impiegate su questi veicoli; specie sui modelli plug-in, cioè quelli la cui ricarica può essere effettuata semplicemente collegando l’auto a una comune presa domestica.

Proprio in relazione al costo delle batterie si è espresso il segretario Dipartimento per l’energia degli USA, Steven Chu, il quale, parlando a margine del Salone di Detroit, ha evidenziato possibili scenari secondo i prezzi delle batterie per i veicoli plug-in scenderanno del 70% nel periodo compreso tra il 2008 e il 2015, per arrivare a un ulteriore calo del 58% nel quinquennio fino al 2020.

Tradotto in cifre, un simile calo potrebbe comportare un costo del pacco batterie per ogni veicolo che passerebbe dai 12.000 dollari di alcuni anni fa ai 3.600 dollari del 2015, fino ad arrivare a 1.500 euro nel 2020, un sensibile vantaggio in termini di prezzo di vendita al cliente che andrebbe a rendere finalmente allettante e competitivo il listino dei modelli ibridi ed elettrici.

Per centrare tali ambiziosi quanto apprezzabili obiettivi, il Dipartimento dell’energia americano di cui Chu è segretario ha annunciato l’intenzione di aprire un centro ricerca dove si lavorerà a soluzioni sempre più efficienti e a basso costo per l’immagazzinamento di energia elettrica da impiegare sui veicoli e nell’industria.

D’altronde è risaputo come i clienti dei moderni veicoli ecologici chiedano bassi costi e maggiore autonomia, tanto che se queste premesse diventeranno realtà e saranno accompagnate da un aumento generale dell’efficienza delle batterie si potrà assistere al lancio definitivo dell’alimentazione elettrica e di quella ibrida.

13 gennaio 2012
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