L’autonomia limitata delle auto elettriche è uno dei limiti più importanti a una loro diffusione capillare sul mercato, quasi quanto la scarsità di colonnine per la ricarica in molti centri medio-piccoli di un po’ tutti i paesi europei. Ben consci di questo forte limite, i costruttori sono alla ricerca di soluzioni per migliorare le batterie attualmente utilizzate su questo tipo di veicoli e una possibile soluzione sembra arrivare dagli USA, precisamente da IBM.

Apparentemente, un’azienda attiva nel campo informatico non sembra direttamente collegata alla soluzione di un problema che riguarda i trasporti dell’immediato futuro, eppure, proprio da IBM arriva quello che è stato denominato “Battery 500 Project“, un progetto che punta a realizzare una tecnologia per le batterie delle auto elettriche rendendole capaci di garantire un’autonomia di 500 miglia, cioè l’equivalente di poco più di 800 chilometri.


I tecnici al lavoro su questo progetto hanno pensato a degli accumulatori al litio-aria al posto di quelli attuali al litio. L’idea alla base è quella di utilizzare il carbonio, il quale è capace di assorbire l’ossigeno contenuto nell’aria reagendo con gli ioni di litio, dando luogo a un processo che consente di immagazzinare corrente elettrica e di garantire una densità energetica fino a 1.000 volte superiore a quella delle attuali batterie.

Secondo quanto spiegato da IBM, il problema attuale su cui ancora si sta agendo è relativo all’instabilità chimica delle celle litio-aria, ma pare che un primo prototipo delle batterie al litio-aria possa essere costruito entro il 2013, per portare questo sistema sul mercato entro il 2020.

18 gennaio 2012
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