Sebbene siano ormai generalmente considerate “amiche dell’ambiente”, le auto elettriche e ibride potrebbero nascondere qualche punto di domanda potenzialmente in grado di metterne a rischio la popolarità presso il pubblico più attento alla mobilità sostenibile. È questo, ad esempio, il caso legato a un rapporto scritto da Abt Associates e pubblicato dalla Environmental Protection Agency (EPA).

Secondo quanto si apprende leggendo il rapporto, elettriche e ibride rischiano di finire sotto accusa, ma non tanto per la loro efficienza ambientale strettamente rivolta al funzionamento su strada, quanto per le conseguenze sulla salute e gli effetti sull’ambiente legati alla produzione dei pacchi batteria al litio utilizzati sulla maggioranza di questi modelli.

L’EPA afferma infatti che la lavorazione del nichel e del cobalto, due materiali utilizzati per la costruzione di una batteria al litio, espongono i lavoratori al rischio di disturbi respiratori e di patologie polmonari e neurologiche, rischiando di aprire un’accesa discussione sul fronte dell’impatto sulla salute di tutti gli operai che lavorano negli stabilimenti in cui questi accumulatori vengono assemblati.

Inoltre, il rapporto sottolinea come la lavorazione di questi materiali potrebbe accelerare il riscaldamento globale, oltre a causare un depauperamento delle risorse naturali e a immettere nell’ambiente materiali tossici derivanti dalla produzione.

Un’ultima osservazione arriva poi sull’impatto che la ricarica elettrica dei veicoli a ridotte emissioni può avere sull’ambiente, soprattutto nel caso in cui la produzione dell’energia destinata all’autotrazione non sia una fonte rinnovabile. L’esempio su cui lo studio americano si focalizza è legato al fatto che in alcune zone degli USA c’è una prevalenza di centrali a carbone dalle quali proviene la corrente elettrica che alimenta la rete di ricarica, con la conseguenza che, una crescente domanda di energia dal mondo dei trasporti, potrebbe portare a un aumento della produzione in questo genere di centrali, con ricadute sugli ecosistemi non certo positive e probabilmente più pesanti rispetto ai vantaggi derivanti dall’uso quotidiano di questo genere di mezzi.

4 giugno 2013
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I vostri commenti
enrico, lunedì 29 luglio 2013 alle13:02 ha scritto: rispondi »

Ogni volta che si inizia a parlare di auto elettriche o di auto che diminuiscono significativamente il consumo di petrolio entrano in gioco i padroni del pianeta che usano i mezzi più disparati, informazione in primis, per stroncare sul nascere qualsiasi iniziativa. Alla fine i costruttori di auto si adeguano e tutto finisce.

mirco, venerdì 7 giugno 2013 alle12:26 ha scritto: rispondi »

mai letto un ammasso di stronzate tanto fitto...come se il nichel per le batterie servisse solo per le batterie...e se l'energia ricavata dal carbone non va bene, comunque il consumo di Wh al kilometro e' un terzo delle tradizionali...ma si puo ottenere sia dal metano, meglio se in cogenerazione...

arturo terragni, mercoledì 5 giugno 2013 alle1:03 ha scritto: rispondi »

certo che qualche problema se non si rispettano determinate regole sulla costruzione delle batterie ci può essere, se non si prenderanno le precauzioni necessarie, l'ilva di taranto insegna. queste preoccupazioni mi ricordano tanto mi ricordano tanto quelle sulle e-cig sponsorizzate dai produttori di tabacco. Vuoi vedere che i petrolieri cominciano a sentirsi in pericolo.

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