Batteri antibiotico-resistenti: un probiotico aiuterà a sconfiggerli

Un particolare probiotico potrebbe rivelarsi la chiave per contrastare i batteri resistenti agli antibiotici. Le porte alla speranza di poter fornire in un prossimo futuro una risposta importante contro i “super-batteri” sono state aperte da uno studio condotto dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) insieme ai ricercatori di alcune università thailandesi.

Nel mirino dei ricercatori vi sarebbero in modo particolare lo Staphylococcus aureus (MRSA), batterio capace di mutare in alcune varianti resistenti alla miticillina e ad antibiotici tra i quali l’oxacillina, la flucloxacillina e la dicloxacillina. Per rendersi conto della gravità del problema basti pensare che già nel 2005 negli USA circa il 53% degli organismi appartenenti a questo genere di batteri gram-positivi isolati nei pazienti è risultato resistente ai trattamenti farmacologici.

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Secondo quanto affermato dal dott. Anthony S. Fauci, direttore del NIAID, il probiotico “Bacillus” fornirebbe un aiuto non soltanto alla salute dell’apparato digerente, ma risulterebbe una valida alternativa ai trattamenti a base di antibiotici. Per indagarne le proprietà i ricercatori hanno chiesto la collaborazione di 200 volontari residenti nelle aree rurali della Thailandia, supponendo fossero meno esposti ai trattamenti a base di antibiotici e poco avvezzi alla sterilizzazione del cibo.

Durante le fasi di ricerca gli studiosi hanno ricercato la presenza del batterio Staphylococcus aureus nelle feci dei partecipanti, confrontando poi i risultati ottenuti con quelli relativi alla presenza di “batteri buoni” come il Bacillus (che può essere assunto con le verdure). Secondo quanto emerso quest’ultima “famiglia” sarebbe risultata presente in 101 campioni.

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I ricercatori hanno aggiunto che tra i generi il Bacillus subtilis sarebbe quello maggiormente efficace nel contrastare l’azione di sviluppo dello stafilococco aureo. Confrontando i campioni prelevati dalle feci e dal naso gli studiosi hanno concluso che in presenza di Bacillus non si riscontrava traccia di MRSA e viceversa.

Ulteriori studi sui topi hanno dimostrato che anche negli organismi in cui il super-batterio si è già insediato e ha proliferato è possibile intervenire somministrando quotidianamente Bacillus subtilis. Il trattamento ha provocato la totale scomparsa dello S. aureus dall’intestino dei soggetti. Come concluso dall’autore principale dello studio, il dott. Michael Otto:

In definitiva speriamo di determinare se un semplice regime di probiotici possa essere utilizzato per ridurre i tassi di infezioni da MRSA negli ospedali.

18 ottobre 2018
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