Si è discusso tantissimo dell’apertura dell’inceneritore di Acerra, in Campania. Molti ambientalisti, insieme ai cittadini locali, contestavano l’impianto per i rischi che poteva comportare a salute e ambiente. In quel caso, come spesso accade quando si parla di “opere di pubblica utilità” piovve su di loro l’accusa di NIMBY; insomma, erano solo degli ignoranti/egoisti che sovrapponevano i loro interessi a quelli della collettività.

Ora mentre l’inceneritore di Acerra funziona a singhiozzo, non troppo distante un suo collega gli ruba la scena. Parliamo del termovalorizzatore Fenice di Melfi (Potenza), attivo da nove anni non lontano dal confine con della Basilicata con la Puglia. Nove anni di lotte “NIMBY”, sfociati in un’imbarazzante verità: quell’impianto sta realmente avvelenando la terra e l’acqua circostante.

Ed a dirlo non sono gli ambientalisti – che queste cose le ripetono fin dall’inizio -, ma l’Agenzia regionale per l’ambiente. Metalli pesanti come piombo, cromo, mercurio e cadmio sono da anni spesso e volentieri rilasciati in quantità ben al di sopra della soglia consentita. Se poi parliamo del Nichel, si arriva a livelli catastrofici. Basti pensare che nel 2006 si sono registrate punte di inquinamento da tale metallo 360 volte superiori ai limiti consentiti.

Come ha dichiarato dil Dott. Claudio Mendicino:

Sono tutti metalli pesanti fortemente inquinanti. Elementi in grado di entrare in circolo attraverso le colture e la falda acquifera e sono estremamente tossici perché colpiscono il sistema nervoso centrale e l’apparato urinario.

Insomma, la Regione ha deciso di intervenire – non poteva fare altro – aprendo, per lo meno, una commissione di inchiesta. L’inceneritore resta comunque acceso, mentre l’azienda proprietaria e responsabile, l’Edf nicchia:

L’impianto è concepito e realizzato adottando tecnologie avanzate per garantire un’efficace distruzione dei rifiuti, la massima compatibilità ambientale e una minimizzazione degli impatti sull’ecosistema.

Più incisivo il commento di Nicola Abbiuso del Comitato di diritto alla salute di Lavello, che inizia a parlare dell’opportunità di passare alle vie legali:

Ormai non ci sono più dubbi sul fatto che Fenice inquini, e anche da tantissimo tempo. Stiamo già preparando dei fac-simile da consegnare ai cittadini, da compilare per presentare una propria denuncia alle autorità.

20 settembre 2011
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I vostri commenti
COSIMO, martedì 20 settembre 2011 alle9:57 ha scritto: rispondi »

CHE PORCATA! A POTENZA DA 10 ANNI O DORMIVANO O NASCONDEVANO CONSAPEVOLMENTE, PER QUEL CHE VALE POLITICI E AMMINISTRATORI... POSSANO SPENDERE IN MEDICINE I SOLDI COSI MAL GUADAGNATI PER LE STESSE PATOLOGIE CHE HANNO PROVOCATO ALLE PERSONE DI QUELL'AREA

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