Non c’è pace in Basilicata, dove sembra avverarsi l’impossibilità di conciliare lo sviluppo dei giacimenti petroliferi e la tutela dell’ambiente. Secondo un’inchiesta pubblicata dal sito Basilicata24Tv ci sarebbero forti sospetti di inquinamento da petrolio della diga del Pertusillo. Un lago artificiale in provincia di Potenza fino a qualche anno fa noto per la bellezza della natura che lo circonda e l’abbondanza di carpe nell’acqua, proveniente dal fiume Agri.

A detta dei residenti della zona, intervistati e ripresi da Basilicata24Tv, da qualche anno appena si alzano le temperature dalla diga arriva un forte odore di idrocarburi molto simile a quello che si sente passando vicino al Centro Oli ENI di Viggiano, distante un paio di chilometri in linea d’aria.

Oltre ai cattivi odori gli abitanti lamenterebbero anche una forte moria dei pesci del lago artificiale e seri danni ai frutteti. Qualcuno dice anche di vedere spesso della schiuma marrone che galleggia nella diga. Il video è visibile sul sito di Basilicata24Tv.

In un altro video una dipendente dell’Istituto Superiore di Sanità (credendo di essere a telecamera spenta) ammette che il lago è fortemente inquinato da sali di fosforo e sali di azoto che sarebbero già entrati nella catena alimentare.

Le cause dell’inquinamento sarebbero da addebitare ai numerosi depuratori che scaricano nella diga, compreso quello di un macello. Dai dati preliminari sulle analisi delle acque emergerebbe anche la presenza di idrocarburi. Idrocarburi rilevati anche dalle analisi fatte fare privatamente dalle associazioni EHPA e OIPA.

Al momento l’Istituto Superiore di Sanità non ha fornito dichiarazioni ufficiali in merito ma ha diffidato la TV locale chiedendo la rimozione dei video, ipotizzando di agire legalmente con una querela. La risposta di Basilicata24Tv è stata netta:

Noi non rimuoviamo un bel niente. Il video rimane dov’è. Crediamo in questo modo di interpretare la volontà dei nostri lettori e di mantenere alto il prestigio della nostra coscienza. Affronteremo tutte le battaglie del caso a petto scoperto, senza paura né cedimenti. Anziché diffidare chi fa informazione corretta, si diano risposte e si faccia chiarezza sulle vicende che noi abbiamo rese pubbliche e che molti altri hanno denunciato già in passato. Perciò siamo noi a chiedere alla Magistratura di battere un colpo

E, subito dopo, è arrivato l’annuncio di querela anche da parte della Regione Basilicata:

La Regione Basilicata ha dato mandato ai propri avvocati di avviare un’azione legale affinché siano fatti accertamenti sulle accuse riportate in un filmato pubblicato su un sito Internet circa presunti interventi sull’Istituto Superiore di Sanità volte a che “lasciasse perdere” rispetto ad accertamenti ambientali in Basilicata chiedendo, nel caso in cui tale ipotesi dovesse risultare fondata, di perseguire quanti dovessero essersi resi protagonisti di tali azioni o, qualora tale asserzione risultasse priva di fondamento, di perseguire per calunnia e ogni altra ipotesi di reato riscontrabile quanti risultassero autori o divulgatori di tale affermazione

I due video, nel frattempo, rimangono dove sono, sul sito di Basilicata24Tv, che è andata a cercare i motivi dell’inquinamento di un bacino idrico che, tra l’altro, è incluso nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Già, perché a quanto pare, al petrolio piacciono i parchi come conferma l’intenzione di Shell di trivellare a due passi dal Parco del Cilento.

Fonte | Basilicata24Tv

12 aprile 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento