Le barriere coralline già messe a dura prova dai cambiamenti climatici devono affrontare una nuova minaccia: l’inquinamento causato dalle creme solari e dai prodotti per l’igiene personale a base di oxybenzone. A rivelare i rischi a cui sono esposti i coralli nelle aree maggiormente frequentate dai turisti è stato un recente studio condotto dalla University of Central Florida.

La ricerca pubblicata sulla rivista Archives of Environmental Contamination and Toxicology ha esaminato lo stato di conservazione delle barriere coralline nelle acque delle Hawaii, alle Isole Vergini e nei mari della città israeliana di Eilat.

Dai campioni prelevati dai ricercatori è emerso che le alte concentrazioni di oxybenzone nelle acque marine danneggiano gravemente i coralli. Le larve restano intrappolate nel loro scheletro e non riescono ad affrontare le correnti marine.

Lo sviluppo delle larve gravemente compromesso incide sul ripopolamento delle barriere coralline. Secondo i ricercatori creare nuove nursery per i coralli è una misura insufficiente a proteggere le barriere coralline dalla progressiva scomparsa. L’inquinamento causato dalle creme solari e dai prodotti per l’igiene personale rischia di vanificare ogni sforzo.

Dai test condotti in laboratorio è emerso che i coralli riportano danni permanenti al DNA se vengono esposti a concentrazioni troppo alte di oxybenzone.

Questa sostanza usata come filtro per i raggi UV aggrava lo sbiancamento dei coralli, una delle principali cause della mortalità della specie. I coralli assumono questa colorazione dopo aver espulso le alghe che vivono al loro interno. La perdita delle alghe priva i coralli dei nutrienti necessari a crescere e a riprodursi.

I ricercatori avvertono che i coralli sono fondamentali per le economie costiere. Oltre a rappresentare un’attrazione per i turisti che praticano immersioni, le barriere coralline proteggono le cittadine costiere dalle tempeste, mitigando gli eventi meteo estremi causati dai cambiamenti climatici.

La perdita delle barriere coralline costerebbe miliardi di euro all’economia globale. Oggi ben l’80% dei coralli del mar dei Caraibi è andato perduto. Come illustra Craig Downs una delle firme dello studio:

Ogni sforzo per ridurre l’inquinamento da oxybenzone è utile per ricostituire una barriera corallina compromessa e garantire ai coralli la sopravvivenza dopo un’estate lunga e calda.

Per evitare di mettere a rischio i coralli gli esperti suggeriscono ai sub di non utilizzare prodotti a base di oxybenzone prima delle immersioni e indossare delle mute. Una misura necessaria per permettere anche alle future generazioni di ammirare lo spettacolo gratuito e meraviglioso offerto dalle barriere coralline.

22 ottobre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 22 ottobre 2015 alle22:45 ha scritto: rispondi »

Se ne è stata veramente comprovata la dannosità, più che consigliare, non sarebbe forse il caso di proibirne l'uso. Ma probabilmente è una soluzione troppo di "buonsenso".

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