Barriere antirumore fotovoltaiche. La rivoluzione arriva dall’Olanda che ha già avviato i primi test per ridurre l’inquinamento acustico sulle autostrade, producendo al contempo energia pulita senza necessità di occupare altro suolo.

La sperimentazione è stata avviata il 18 giugno scorso sull’autostrada A2, nei pressi di Den Bosch. In questa prima fase del progetto sono state installate due barriere antirumore fotovoltaiche. L’obiettivo dei test è di valutare le potenzialità della tecnologia e la fattibilità economica su larga scala.

Le barriere antirumore fotovoltaiche installate sull’autostrada olandese sfruttano la tecnologia messa a punto da un team di ingegneri della Eindhoven University of Technology.

A capo del progetto c’è Michael Debije, ricercatore che ha ideato degli speciali pannelli fotovoltaici ribattezzati LSC, concentratori solari luminescenti. La luce solare viene convogliata dai concentratori e diretta verso le celle fotovoltaiche tradizionali che si trovano sui lati dei pannelli. Come illustra Debije:

Grazie ai diversi colori, i pannelli LSC sono esteticamente molto attraenti e si prestano a numerose nuove applicazioni.

La tecnologia, illustrata sulla rivista Nature, presenta tanti vantaggi: i pannelli LSC sono economici; possono essere realizzati in qualsiasi forma; sono molto resistenti e funzionano anche quando il cielo è coperto da nuvole.

Il test avviato nella città di ‘s-Hertogenbosch durerà un anno ed è stato reso possibile grazie alla partnership siglata dalla Eindhoven University of Technology con la compagnia Heijmans. I pannelli solari sono stati integrati nelle SONOBs, le barriere antirumore. Le barriere acustiche installate sono larghe 5 metri e alte 4,5 metri.

Nel corso dei prossimi mesi i ricercatori valuteranno il livello di efficienza dei pannelli solari e la resistenza degli LSC agli agenti esterni, agli atti vandalici e all’usura. Grazie a questa sperimentazione, la prima del genere in Olanda, gli ingegneri potranno contare su dati reali, testando la tecnologia sul campo e ottenendo risultati impossibili da replicare in laboratorio.

I primi risultati sono incoraggianti: 1 km di barriere antirumore fotovoltaiche genera energia sufficiente a coprire il fabbisogno di elettricità di 50 famiglie.

16 luglio 2015
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I vostri commenti
pierluigi biagioni, sabato 21 maggio 2016 alle14:50 ha scritto: rispondi »

La piccola Olanda va avanti nel progresso....la grande Italia va avanti....nel regresso e nella disoccupazione !!!!!

lui la plume, venerdì 17 luglio 2015 alle2:36 ha scritto: rispondi »

Con un pò di buona volontà ed organizzazione si potrebbe mettere a disposizione l'investimento a chiunque ne voglia approfittare. Possedere un 20 mq di fotovoltaico gestito al meglio da altri consentirebbe uno sviluppo molto alto .. un collegamento con la bolletta della luce consentirebbe una diminuzione ed aggiungendo altrimpannelli un azzeramento della bolletta stessa.

marco, giovedì 16 luglio 2015 alle15:57 ha scritto: rispondi »

..mi pare d'aver letto che esistono dei prototipi che sfruttano anche l'energia cinetica dello spostamento d'aria dei veicoli e del rumore generato (suono=compressione/decompressione dell'aria) per produrre corrente. si tratta di quantita' basse di corrente, ma tutto sommato altrimenti perse; sostanzialmente dei "microfoni" usati come generatori di corrente alternata. p.s. potrebbero sfruttare questa tecnologia anche alla camera e al senato italiani! ;-)

pietro, giovedì 16 luglio 2015 alle15:30 ha scritto: rispondi »

non son d'accordo , in Italia penso siamo stati i primi a farlo , in particolare sull'autostrada del brennero vicino a Trento e noi potremmo fare molto meglio dell'olanda consideriamo le autrostrade e il sole che abbiamo forse mancano solo i soldi ...

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