Barbie cede a Greenpeace: Mattel dice stop alla deforestazione

Quando Greenpeace si mette in testa un obiettivo conosce senz’altro i metodi per esercitare la giusta pressione mediatica e ottenere i risultati sperati. Tempo fa, dopo aver scoperto che la Mattel – celebre azienda leader nel settore giocattoli – impacchettava i propri prodotti con cartone prodotto dalla Asian Pulp and Paper, l’associazione ambientalista aveva deciso di intervenire.

L’APP è tristemente famosa per il ricavare la materia prima della produzione cartacea attraverso una sistematica distruzione delle foreste pluviali asiatiche. Dunque, Greenpeace ha prodotto un video dove la bella Barbie (prodotto di punta della Mattel) veniva dipinta come un’assassina crudele di foreste e animali esotici, tanto da venire lasciata dal buon Ken (il tutto forse sfiorava il cattivo gusto, ma tant’è).

A ciò sono seguiti mesi di mailbombing e di sensibilizzazione sull’argomento attraverso Internet. La Mattel – come d’altra parte Adidas o Nike nella simile operazione denominata Detox – non poteva che cedere, come ha annunciato gioioso oggi il sito di Greenpeace.

Le tigri saranno felici, mentre l’associazione ambientalista conferma l’efficacia dei propri metodi. Sorge, però, naturale la domanda: ma questa spettacolarizzazione della lotta ambientalista non avrà dei risvolti negativi? Lungi da noi risolvere la questione in tale sede, vorremmo conoscere l’opinione dei nostri lettori

5 ottobre 2011
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