La barbabietola rossa, conosciuta anche come rapa rossa, è un ortaggio non molto diffuso nell’attuale dieta italiana, sebbene negli ultimi anni abbia potuto contare su un veloce recupero. Da consumare cotta o grattugiata, si caratterizza per il suo colore intenso e per il sapore inconfondibile. Ma come coltivarla facilmente in orto e, in alcuni casi, anche nei vasi in balcone?

Le necessità di coltivazione della barbabietola rossa sono simili a tutte quelle delle altre rape, condividendo la medesima famiglia, così come si vedrà più avanti. Per accertarsi della compatibilità con il proprio luogo di residenza, tuttavia, si suggerisce di chiedere consiglio al proprio fornitore di semenze o negozio di botanica di fiducia.

Cosa sapere prima di coltivare la barbabietola rossa

Barbabietola

Barbabietola via Pixabay

La Beta vulgaris var. esculenta è una varietà dell’omonima Beta vulgaris, una pianta appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae. Questa famiglia è molto nota per la grande varietà dei suoi ortaggi, tra cui prodotti per l’alimentazione umana, per foraggio o, ancora, per la produzione dello zucchero. La barbabietola rossa si caratterizza per una radice tondeggiante e della colorazione intensa, da cui spuntano delle ramificazioni tra il rosso e il violaceo, nonché delle foglie di acceso verde. In cucina, può essere utilizzata sia cotta che fresca, in questo caso spesso grattugiata. Il consumo può avvenire tutto l’anno, anche se la coltivazione è spesso primaverile, e note sono molte ricette del periodo autunnale che ne includono l’impiego.

Il clima ideale è quello mediterraneo, non eccessivamente caldo né estremamente freddo, dove la barbabietola ben si adatta, soprattutto qualora fosse stata scelta una dimora in penombra. Il periodo migliore per la semina è quello primaverile, fino a estate inoltrata, ma vi sono anche culture tardive durante l’autunno.

Il terreno preferito è quello a medio impasto, sebbene si adatti anche ad altre varietà di terriccio, non eccessivamente coltivato. È comunque consigliata una fertilizzazione con letame o altro concime organico come il compost, mentre ama le dimore inumidite, seppur prive di ristagno.

L’apporto d’acqua è costante, poiché la barbabietola necessità sempre di una buona umidità, per permettere alla radice di crescere rigogliosa e saporita. In primavera e in autunno potrebbero essere sufficienti i frequenti fenomeni atmosferici, verificando sempre che il terreno rimanga inumidito, mentre d’estate l’irrigazione è praticamente quotidiana, preferendo le prime ore del mattino o la tarda sera per evitare una rapida evaporazione. Non bisogna, tuttavia, scadere nell’eccesso: i ristagni d’acqua sono comunque dannosi per l’ortaggio.

Coltivazione in vaso e in orto

Barbabietola in orto

Barbabietola via Pixabay

La barbabietola rossa è una varietà principalmente da orto, considerato come richieda una buona estensione sia per sviluppare la radice sotterranea, che per estendersi all’esterno. Più rara è la coltivazione in vaso, sebbene comunque possibile con le dovute profondità.

In questo caso, la predisposizione del contenitore sarà molto importante. Sul fondo andrà inserito un letto di ghiaia e cocci per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie il tutto con del terriccio di medio impasto, preferibilmente già inumidito, e arricchito con qualche concime organico come il compost. In giardino, invece, potrebbe essere utile una blanda zappatura per garantire alle sostanze nutritive di distribuirsi in modo uniforme, anche in profondità.

Come già accennato, il periodo d’elezione per la semina è la primavera, anche se può essere coltivata anche in altri periodi dell’anno, a seconda delle condizioni climatiche. Importante, tuttavia, sarà evitare di sottoporre la pianta a temperature troppo fredde, per non stimolare una fioritura anzitempo. La semina avviene solitamente per file, distanziate di una trentina di centimetri. In ognuna di queste si pianteranno 3-4 semi in buche profonde circa un paio di centimetri e, non ultimo, distanziate fra di loro circa 15. Non appena i primi esemplari cominceranno a germogliare, si potrà passare a un’opera di diradamento, eliminando le piantine più deboli. La raccolta avviene all’incirca dopo un paio di mesi della semina, a seconda delle proprie necessità. Sarà infatti semplice verificare lo sviluppo dell’ortaggio, poiché parte della radice emergerà in superficie. In genere, si evita che la radice stessa raggiunga diametri troppo elevati, per evitare risulti troppo dura per il consumo.

Tra le pratiche cicliche di manutenzione, si elencano l’eliminazione di erbacce e altre piante infestanti, la pacciamatura soprattutto nei periodi più freddi dell’anno, nonché il controllo di insetti e parassiti, tra cui gli afidi.

26 ottobre 2015
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