Bandiere Blu: Codacons presenta un esposto sulle 13 assegnate alla Sardegna

Il Codacons ha presentato un esposto riguardo alle 13 Bandiere Blu che sono state assegnate alla Sardegna. La nota associazione dei consumatori vuole che sia fatta chiarezza su quali siano i criteri che l’ente utilizza per assegnare le bandiere.

Il Codacons sospetta che esista un collegamento fatto di rapporti economici tra i Comuni che ottengono le Bandiere Blu e la Foundation for Environmental Education (FEE), che ogni anno promuove le località considerate notevoli dal punto di vista ambientale.

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Come si può leggere nell’esposto che ha presentato il Codacons, l’attribuzione delle Bandiere Blu è una procedura che avviene gratuitamente. Tuttavia l’associazione sottolinea che è possibile che i Comuni sostengano dei costi per mettere in atto dei corsi di formazione rivolgendosi proprio alla FEE.

Per questo il Codacons chiede che sia fatta chiarezza, perché sulla procedura di attribuzione delle Bandiere Blu potrebbero intervenire degli accordi con il Comune, che implicano rapporti di sponsorizzazione.

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Il Codacons basa le sue accuse sulle Bandiere Blu, mostrando anche dei casi concreti, che sembrerebbero avere qualche anomalia. In particolare viene riportato il caso di Sellia Marina in Calabria, una località che quest’anno ha ricevuto la Bandiera Blu, ma che viene coinvolta in alcune denunce proprio per l’inquinamento del mare che la caratterizza.

Secondo la nota organizzazione la questione non può essere ignorata perché non è affatto di secondaria importanza. Le Bandiere Blu infatti attirano parecchi turisti, che scelgono proprio le località premiate, perché ritengono che siano da apprezzare per la qualità delle loro acque balneari, oltre ai servizi offerti.

Tutto ciò potrebbe comportare delle conseguenze importanti per i Comuni e per tutta la collettività che è coinvolta. Ecco perché il Codacons si è rivolto a diverse Procure della Sardegna, quella di Cagliari, quella di Sassari, di Nuoro, Olbia, Oristano, Lanusei, Tempio Pausania, perché si indaghi su questa situazione.

22 giugno 2018
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