La banana è un frutto universale: consumato a ogni latitudine, è noto per le sue spiccate proprietà nutritive e per la ricchezza di sali minerali, che ne fanno l’alimento d’eccellenza per ritrovare in fretta l’energia perduta. Eppure la tanto amata banana è a rischio, a causa di un fungo che ne minaccia la produzione mondiale.

Un’infezione fungina contagiosa, che pare si stia rapidamente propagando nelle aree di piantagione più grandi del globo: dall’Asia e l’Australia, infatti, il fungo è arrivato in Giordania e in Mozambico. E i ricercatori di Nature Magazine avvertono: è solo questione di tempo prima che l’organismo raggiunga l’America Latina, dove l’80% di tutte le banane distribuite a livello mondiale viene coltivato. “L’espansione mondiale dell’infezione potrebbe essere un disastro”, si afferma, perché potrebbe addirittura portare all’estinzione del frutto stesso.

Si chiama Fusarium oxysporum e la sottospecie in questione è quella denonimata f. sp.cubense (FOC): attacca radici e frutti della pianta del banano e causa la cosiddetta sindrome di Panama, una veloce marcescenza. La fitopatia non è di certo una novità moderna – negli anni ’50 fu responsabile della scomparsa della varietà di banana Gros Michel – ma la sua recente e rapidissima diffusione sta preoccupando non poco gli istituti mondiali per l’agricoltura e la difesa della biodiversità. Attaccata la pianta vi sono poche speranze di liberarsi dal fungo e, a quanto pare, i metodi di distribuzione sul territorio non sarebbero ancora ben chiari: non è dato sapere, infatti, per quale motivo l’infezione sia arriva in Giordania e in Mozambico. È una vera e propria corsa contro il tempo, perché la banana è uno degli alimenti primari della dieta dell’uomo, soprattutto nelle zone povere del pianeta. Così commenta Gert Kema, un ricercatore dell’Università di Wageningen nei Paesi Bassi:

Sono incredibilmente preoccupato. Non sarei sorpreso se dovesse apparire in America Latina nell’immediato futuro.

Al momento, l’unica arma efficace contro il fungo sarebbe la rotazione delle colture, con la modifica di anno in anno delle varianti di banana così da rivitalizzare la biodiversità delle zone colpite. Sebbene i meccanismi non siano ancora del tutto compresi, il fungo sarebbe infatti altamente selettivo sui tipi di banana da attccare. E mentre gli scienziati cercando di riportare alla produzione di massa la tipologia Gros Michel, si teme per la Cavendish, quella più diffusa al mondo.

14 dicembre 2013
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