Una balenottera di 17 metri è stata rinvenuta senza vita sulle spiagge di Rosignano, in Toscana. Un fatto inconsueto, di cui ancora non si conoscono le cause, ma di cui Greenpeace indica già qualche motivazione: la rovina degli habitat naturali da parte dell’uomo.

>>Leggi della moria di delfini del Tirreno

Dopo la moria di delfini delle ultime settimane, iniziano a verificarsi morti inspiegabili anche fra le balene. In questa casistica ricade la triste vicenda della balenottera spiaggiata a Rosignano, probabilmente spirata in alto mare e trasportata dalla corrente fino a riva. Un decesso forse causato da un aumento spropositato delle sostanze inquinanti in acqua, così come Greenpeace ricorda:

«Una morte annunciata, un grave degrado del Santuario dei Cetacei».

Nonostante ci si trovi in un’area protetta, non vi è alcuna regola – né conseguentemente alcun intervento – per limitare il numero di sostanze inquinanti disciolte in mare. Elementi chimici provenienti sia dalle coste che dal traffico marittimo, così come Giorgia Monti, responsabile della Campagna Mare di Greenpeace, sottolinea:

>>Leggi della balena spiaggiata salvata in Messico

«Purtroppo l’accumulo di agenti inquinanti può debilitare questi animali tanto da abbassarne le difese immunitarie e renderli suscettibili a infezioni che possono anche causarne la morte. È ora che le Regioni Toscana e Liguria si attivino davvero per tutelare il Santuario dei Cetacei. Greenpeace da tempo ha indicato quale dovrebbe essere la strada da percorrere, ma nonostante la promessa di un tavolo tecnico fatta nel 2011 dai presidenti delle Regioni, a oggi ancora nulla è stato fatto. E queste morti ne sono la triste conseguenza.»

I riflettori sulle condizioni del Tirreno si sono accese qualche settimana fa, quando un numero insolito di delfini è andato incontro alla morte dopo essersi spiaggiato sulle coste tra Toscana e Liguria. Si è pensato a un batterio, a un virus nuovo per questi mammiferi. Il coinvolgimento di balene e balenottere, tuttavia, mostra come il problema sia evidentemente di grandezza maggiore e come la strada della modifica dell’habitat per colpa dell’uomo non possa essere sottovalutata.

21 marzo 2013
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