Può sembrare impossibile eppure, nonostante la forza e la potenza, pochi centimetri di sabbia possono diventare un pericolo per le balene. Molto spesso spiaggiate finiscono per incagliarsi nella riva senza la possibilità di riprendere il largo. Una condizione di vero disagio fisico che le può condurre alla morte, per compressione degli organi interni e asfissia. Ed è ciò che ha vissuto sulla sua pelle una balena azzurra arenatasi nei pressi di Madban, in India. L’animale mastodontico si era bloccato lungo la spiaggia della cittadina, in probabilmente vittima della bassa marea.

Nonostante i suoi innumerevoli sforzi, la balena non riusciva a divincolarsi, per questo in suo aiuto è accorsa la cittadinanza locale. A poche ore dal ritrovamento circa cinquanta persone, alcune guardie e funzionari forestali, si sono adoperati per soccorrerla. L’hanno avvolta con una serie di corde, così da trascinarla verso l’acqua, con il supporto vigile di due barche posizionate a distanza dalla riva. Le circa venti tonnellate di peso si sono rivelate un ostacolo piuttosto corposo, ma questo non ha scoraggiato i volontari che hanno proseguito nell’impresa. Un’opera titanica, poderosa, massiccia come ha confermato anche uno dei funzionari presenti sul posto.

Il salvataggio è andato avanti per circa otto ore, durante le quali l’animale è sempre stata monitorato e idratato con cura. Muovendolo passo dopo passo verso il mare, il gruppo è riuscito a riportarlo a una distanza di sicurezza, così da consentire la ripresa della posizione consueta. La balena azzurra si è così ricomposta nuotando solitaria e velocemente verso la sicurezza del mare aperto. Non è chiaro perché questo accada, perché un esemplare così grande riesca a perdere il controllo fino ad arenarsi a riva. Le teorie sono tante dalle infezioni interne alle ferite, fino ai radar dei sottomarini e delle navi che disorientano questi giganti degli oceani. Nonostante la fatica, lo sforzo è stato ripagato e il cetaceo è ritornato in libertà.

14 settembre 2016
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