Una specie di mammiferi marini scoperta di recente rischia già di scomparire dal Pianeta: è la balenottera del Golfo del Messico, una varietà che si differenzia dalla simile balena di Bryde per un profilo genetico unico. Grazie alle ricerche del National Resources Defense Council e della National Oceanic and Atmospheric Administration, si apprende oggi come questo animale sia probabilmente quello a più a rischio d’estinzione al mondo.

Sebbene non esistano dati di distribuzione specifici sulle balenottera di Bryde a livello mondiale, tanto da non poterne stabilire al momento l’effettivo rischio di estinzione, la varietà presente nel Golfo del Messico potrebbe costituire una specie a sé. Nonostante caratteristiche fisiche ed estetiche simili agli altri esemplari rinvenuti sul globo, in particolare in Giappone, queste balene sono uniche dal punto di vista genetico. La loro popolazione non solo conterebbe un numero esiguo di esemplari, ma la modifica degli habitat da parte dell’uomo ne renderebbe la sopravvivenza estremamente incerta.

Diffusa nelle acque del Golfo del Messico, soprattutto a largo della costa occidentale della Florida, gli scienziati avrebbero rilevato non più di 50 esemplari esistenti in condizioni precarie. Molte le possibili motivazioni: dall’ancora vivo incidente della Marea Nera ai cambiamenti climatici, con la diminuzione delle fonti da cui la balenottera di nutre. Così spiega Michael Jansy, del National Resources Defense Council:

Questa è una piccola popolazione in condizioni disperate… il loro numero è sotto le 50 unità, le balene stanno lottando per esistere in uno dei più industrializzati specchi d’acqua del mondo.

Per questo motivo, i ricercatori richiedono che la specie sia presto riconosciuta non solo come autonoma rispetto alle altre balene di Bryde, date le peculiarità rilevabili solo nel Golfo del Messico, ma anche come animale a elevato rischio d’estinzione. Senza una precisa definizione del loro status, infatti, è complesso avviare progetti di tutela e salvaguardia, per la difficoltà di raccogliere fonti e concentrare le risorse a disposizione per progetti integrati. Ne è nata quindi una petizione ufficiale, con la presentazione alle autorità competenti entro il prossimo dicembre.

Di recente, la Cornell University ha sottolineato l’importanza di questa balenottera non solo per l’ecosistema, ma anche per le possibilità di studio e comprensione garantite all’uomo. Il mammifero marino, infatti, si caratterizza per uno speciale richiamo che non ha eguali fra le altre balene conosciute.

3 ottobre 2014
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