Non è un frutto molto conosciuto in Italia, anche perché la sua introduzione sulla grande distribuzione occidentale è abbastanza recente. Eppure il bael, conosciuto anche come mela del legno, è un alimento che attira sempre più consumatori, complice anche la sua spiccata capacità di agevolare la digestione. Ma quali sono le proprietà del frutto e, soprattutto, come si mangia?

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Così come già accennato, il bael potrebbe essere un frutto raramente disponibile sui classici mercati dello Stivale, così come sui banchi della grande distribuzione. Inoltre, è utile ricordare come, prima di inserire un nuovo alimento nella propria dieta, sia auspicabile vagliare il parere del medico, sia per verificare ipersensibilità personali che per escludere l’eventuale interazione con alcuni farmaci.

Bael: cosa è, come si mangia

L’Aegle marmelos – conosciuta anche come bael, bili, bhel, mela del legno o arancia aspra del Giappone – è una piante appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Originaria di India, Nepal e del Myanmar, oggi l’albero da frutto viene coltivato nativamente anche in Sri Lanka, in Thailandia e in tutta la Malesia. La pianta, considerata sacra per la religione Hindu, viene localmente impiegata per le sue proprietà all’interno della medicina tradizionale, ma anche e soprattutto per il consumo dei suoi frutti.

L’albero, dal tronco importante e legnoso, si caratterizza innanzitutto per l’altezza: in condizioni di coltivazione ideali, infatti, può raggiungere facilmente i 13 metri. Le ramificazioni sono numerose e ogni ramo raccoglie decine di foglie, di forma ovale e di intenso colore verde. Il frutto, nel mentre, si presenta con una forma allungata, in apparenza simile alla pera, di grandezza compresa tra i 5 e i 12 centimetri. La superficie esterna è dura, quasi legnosa, nonché molto resistente al tatto. Assume solitamente colorazioni verdi quando il frutto non è ancora pienamente maturo, mentre l’avvicinarsi del periodo di consumo trasforma l’esocarpo esterno in un intenso giallo, con striature ambrate. La polpa interna è invece di un intenso arancione: morbida e quasi gelatinosa, presenta un sapore che ricorda fortemente gli agrumi, dal pompelmo al lime, ma anche una ben più esotica papaia. Il profumo è fortemente aromatico, un fatto che rende questo prodotto della natura adatto sia alle ricette dolci che salate. I semi, racchiusi all’interno della polpa, sono invece ricoperti di una lieve peluria, nonché di una sostanza viscosa.

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Il frutto viene solitamente consumato fresco: si dovrà scegliere un esemplare ben maturo, quindi senza nessuna macchia verde sulla superficie esterna, per poi romperne l’esocarpo fino a raggiungere la polpa interna. Questa operazione può risultare difficile, data la durezza tipica degli esemplari, di conseguenza ci si dovrà dotare di strumenti appositi oppure battere ripetutamente il frutto su una superficie solida. La polpa può essere consumata direttamente o, ancora, essere impiegata come aromatizzante di numerose ricette, sia dolci che salate. Ancora, sempre dalla polpa possono essere ricavati succhi, marmellate, sciroppi, creme dolci e molto altro ancora. In Asia, e in India in particolare, il bael viene fatto anche essiccare in fette, queste ultime consumate poi nel tempo come friabile snack o come accompagnamento delle bevande.

Proprietà nutritive e benefici

Dal punto di vista nutrizionale, il bael è un frutto decisamente calorico: 100 grammi, infatti, corrispondono a circa 130 o 140 calorie. Di questo peso, ben 32 grammi sono rappresentati dai carboidrati, a cui seguono 2 di proteine e un contenuto trascurabile di grassi. L’apporto di fibre è di assoluto rilievo, con ben 3 grammi per lo stesso peso di riferimento, mentre altrettanto rilevante è la quantità di micronutrienti: sul fronte dei sali minerali, spiccano sodio, potassio, ferro, fosforo e calcio, mentre per le vitamine si elencano i gruppi A, B, C ed E.

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Le caratteristiche nutritive ne spiegano gran parte dei benefici, questi ultimi già conosciuti dalle popolazioni locali poiché il bael è spesso scelto come rimedio naturale all’interno della medicina tradizionale. Il buon apporto di fibre, ad esempio, può essere d’aiuto a ripristinare la naturale regolarità dell’intestino, sia nei casi di stipsi che di diarrea. Nel mentre, la polpa stimola la produzione di succhi gastrici, rendendo più agevole la digestione, mentre le vitamine contribuiscono al benessere dell’organismo. La C è nota per le sue capacità di rinforzare il sistema immunitario, mentre le vitamine A ed E presentano un effetto antiossidante, ideale per il contrasto dei radicali liberi e i processi d’invecchiamento cellulare. L’olio estratto dal frutto viene impiegato per il trattamento di alcuni blandi disturbi dell’orecchio, mentre pare che alcuni principi attivi del bael possano essere utili per il controllo del diabete, anche se ulteriori studi sono necessari. In questo caso, si ricordi comunque come il frutto presenti un elevato contenuto in zuccheri.

Come già accennato, il consumo deve essere sempre vagliato con il medico, per escludere ipersensibilità personali, allergie e interazioni con i farmaci. Gli effetti indesiderati si manifestano di solito con l’assunzione eccessiva, con disturbi gastrointestinali di importante rilievo nonché irritazioni, dovute alle resine presenti sull’esocarpo.

1 ottobre 2017
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